"Milano come Gorino", se la destra è pronta alle barricate contro i profughi alla Montello

CasaPound dà inizio al "conto alla rovescia". E Salvini urla: "Cittadini ribellatevi"

Le protesta - Foto da Fb

Hanno fatto del Paese che ha respinto dodici donne e otto bimbi un esempio. Hanno indicato le barricate e le strade bloccate come la via da seguire. Hanno in mente, almeno a parole, di fare di Milano una nuova Gorino. 

È proprio questo il motto - “Milano come Gorino” - di chi sta preparando una sorta di rivolta per impedire l’arrivo, il prossimo primo novembre, di cento profughi nella casera Montello di Milano. Martedì, nella struttura militare di via Caracciolo - concessa dallo Stato al Comune per tutto il 2017 - dovrebbero entrare i primi cento richiedenti asilo su un totale di trecento, stabilito dal prefetto di Milano, Alessandro Marangoni. L’accoglienza, però, non si annuncia delle migliori. 

Mercoledì, CasaPound Milano ha infatti iniziato il proprio personalissimo conto alla rovescia fino al giorno in cui - così si legge sui manifesti affissi in zona - i residenti non potranno più “portare i bimbi al parco in tranquillità” o “il cane a spasso”. Ed è proprio sulla pagina Facebook del partito di estrema destra che in molti si dicono pronti a replicare quanto fatto dagli abitanti di Gorino, che nei giorni scorsi hanno creato vere e proprie barricate in strada per impedire a dodici donne e otto bimbi - tutti richiedenti asilo - di entrare in cinque stanze che il Prefetto del paese del Ferrarese aveva garantito loro in un ostello. 

“Ribellarsi all’invasione si può: il caso Gorino”, si legge in un link condiviso dal profilo ufficiale di CasaPound Milano. O ancora, in uno dei commenti più “chiari”: “Barricate e mettere al rogo lo stabile! Facciamo capire una volta per tutte che ci siamo stancati di subire e subire”. “Ragazzi organizziamo un presidio dal 31 all’1, quando arriveranno ci mettiamo davanti”, propone una ragazza proprio sotto alle foto dei manifesti affissi in zona da CasaPound. “Barricate come a Ferrara?”, propone un’altra simpatizzante di CasaPound. “Con le buone o le cattive dobbiamo fermare questa invasione”, le fa eco un ragazzo. 

E sulla stessa lunghezza d’onda - sulla sua pagina Facebook appare una foto delle barricate di Gorino con il commento “Io sto con gli italiani che resistono” - c’è Matteo Salvini, segretario di quella Lega Nord che giovedì sera è scesa in piazza - proprio in presenza del leader  e insieme a CasaPoung, Lealtà e Azione e Fratelli d'Italia - al grido di “Stop invasione”, “Milano come Goro” e “siamo tutti Gorino”. 

"Obbedire è giusto, disobbedire a ordini sbagliati è altrettanto giusto", ha urlato, megafono in mano, il segretario della Lega Nord. 

“Tante donne e uomini della polizia, dei carabinieri e dalla Marina miltare tutti i giorni sotto voce mi dicono che sono stufi di portare in casa quelli che poi devono inseguire - ha continuato Salvini, che ha parlato davanti allo striscione “No clandestini alla Montello”. 

Quindi, ecco il passaggio su Goro: ”I cittadini di Goro sono un esempio. La vicenda dimostra che se si combatte si vince. Noi non ci arrendiamo. A Goro hanno reagito in un paese governato dalla sinistra, quindi non i fascisti e i razzisti. Hanno fatto bene”. E, in conclusione, la chiamata alla “rivolta”: “Invitiamo sindaci e cittadini - ha affermato Salvini - a ribellarsi in maniera pacifica, ma a ribellarsi. La misura è colma".

Non solo barricate e proteste, però. Perché per il 1 novembre il comitato "Zona8Solidale" ha organizzato una manifestazione di tutt'altro tenore: cibo, musica e intrattenimento per tutta la giornata davanti alla caserma Montello, a partire dalle 10 di mattina, con l'obiettivo di portare solidarietà a chi arriva. 

Al loro fianco ci saranno anche i ragazzi di Black Panthers, la squadra di calcio popolare nata nel centro di accoglienza di via Aldini, punto di partenza di tanti dei richiedenti asilo che arriveranno nella caserma di via Caracciolo. 

“Lega Nord, Casapound e altri gruppi neofascisti stanno organizzando un blocco il 1° novembre per impedire l'arrivo di diverse decine di migranti alla caserma di via Montello - hanno denunciato dall’associazione -. Lo slogan lanciato da Salvini è ‘Milano come Goro’ e il piano sembra essere quello di bloccare la strada con barricate per impedire ai pullman l'accesso alla strada di fronte alla caserma. Non dobbiamo lasciare soli i migranti che verranno trasferiti, è necessario mostrare che la Milano solidale e la Milano che ripudia il razzismo non lascerà spazio a chi vuole fomentare odio e paura per il diverso. Invitiamo tutti - l’appello dei Black Panthers - a scendere in piazza a Milano il 1° novembre assieme al comitato Zona 8 Solidale​ per mostrare la nostra solidarietà ai migranti”.

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