“Alberi e non barriere contro i terroristi”

La proposta di Boeri

Non cemento ma tronchi. Non le bombolette dei writers, come già successo in Duomo, ma foglie e rami. 

Potrebbero essere le querce, parola dell’archistar Stefano Boeri, a “salvare” Milano dal terrore. Il “papà” del Bosco Verticale, infatti, dopo la decisione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza di sistemare nuove barriere anti camion in diversi punti della città, ha avanzato una sua personalissima proposta. 

“I terroristi vogliono rinchiuderci nelle nostre case; sperando di costringerci a rinunciare a vivere i luoghi collettivi e gli spazi pubblici delle nostre città. Bene - ha scritto Boeri su Facebook - io credo che alla loro follia disperata dovremmo rispondere anche con un uso accurato della bellezza naturale e del suo valore simbolico. Invece che snaturare gli spazi più vitali e aperti delle nostre città riempiendoli di barriere in calcestruzzo e dispositivi di sicurezza modulari in plastica (o semplici fioriere), dovremmo contrapporre all’istinto di morte di queste belve umane la calma presenza delle piante e in particolare delle querce”.

“Il mio invito ai Sindaci e ai Prefetti delle città europee - ha proseguito l’architetto - è di chiamare creativi, designer, architetti, uffici tecnici, studenti, artisti a progettare dei grandi vasi - all’occorrenza riposizionabili - ciascuno ospitante un albero. Collocati agli ingressi di ogni piazza o spazio pubblico urbano, i vasi di diversa dimensione saranno pieni della terra necessaria a ospitare le radici, il fusto e i rami di un grande albero, in modo da proteggere il passaggio dei pedoni e ridurre al minimo il rischio di omicidi di massa. Con un piccolo investimento, distribuendo accuratamente le piante negli spazi più vitali e aperti delle nostre città, possiamo temporaneamente trasformare i nostri luoghi più cari in radure e boschi”.

“Ben sapendo che un albero – diversamente da un New Jersey - non solo ci protegge, ma ci fa ombra, assorbe con le foglie i veleni dell’aria urbana, ospita la vita degli insetti e degli uccelli. In una parola - la teoria di Boeri - accoglie e protegge quella vita che i terroristi vogliono annientare”.

“Anche una sola quercia - ha concluso - può fermare il terrore”.

La decisione di sistemare nuove barriere anti camion a Milano era arrivata dopo l'attacco terrorista di Barcellona, nel quale ha perso la vita anche il trentacinquenne Bruno Gulotta, che si trovava nella città catalana in vacanza con la moglie e con i figli. Una decisione simile era stata presa anche nel post attentato di Berlino, quando le prime barriere erano comparse in piazza del Duomo per dare maggiore sicurezza al simbolo di Milano. 

“Ci stiamo concentrando sulla zona del Duomo e della Galleria Vittorio Emanuele II, e stiamo facendo una verifica per le zona dei Navigli e della Darsena, che oggi sono molto frequentate anche in assenza di manifestazioni particolari, che hanno bisogno di un’attenzione ulteriore, magari anche con il posizionamento di nuovi ‘new jersey’”, ha annunciato sabato la vicesindaco del Comune di Milano, Anna Scavuzzo.

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“Abbiamo concordato di mantenere alta l’attenzione e di richiamare tutti ad una responsabilità ulteriore - aveva spiegato - e nelle prossime settimane ci saranno una serie di approfondimenti tecnici per eventuali altre misure da perfezionare” precisando però che “non ci sono stravolgimenti rispetto all’attenzione attuale né un aumento degli uomini delle forze dell’ordine in presidio ai luoghi sensibili, ma un efficientamento”. 

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