Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Ordinanza anti-alcol: Milano dà il buon esempio e ora "Speriamo che diventi permanente"

Da un mese l’ordinanza anti-alcol si è abbattuta sulla movida milanese. Un bilancio ufficiale è prematuro ma ci sono dati certi: 17 multe e una pendenza con un esercizio che ha venduto alcol a minori. Landi di Chiavenna: “Serve una legge nazionale” e annuncia da settembre il divieto di consumo anche ai minori di 18 anni, su base volontaristica

movida-024_2Il Comune di Milano ha dichiarato guerra al consumo di alcol tra i giovanissimi e da circa un mese ha approvato un’ordinanza temporanea che proibisce il consumo, la vendita e la cessione di alcolici ai minori di 16 anni in tutti i bar e locali della città. Oltre a questo provvedimento, per evitare il degrado delle piazze della movida milanese, dalle 22 di ogni sera è proibito per gli over 16 consumare alcolici in bottiglie di vetro.

Per ora l’ordinanza “anti-alcol”, così è conosciuta a Milano, ha una durata di 4 mesi ma il Comune sembra intenzionato a renderla definitiva. Abbiamo raggiunto telefonicamente l’Assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna che in merito ci ha detto: “Per ora il decreto è stato approvato in via provvisoria, ma confido che possa diventare definitivo alla luce dei dati che mi paiono essere confortanti:  Milano ha dato un buon esempio, ripreso da molte altre città che hanno mutuato questa ordinanza. La città ha aperto una via virtuosa nel fare azione di prevenzione, controllo e di repressione di questa piaga sociale che è l’uso e l’abuso di alcolici”.

Per la pubblica amministrazione fare un bilancio sul decreto è ancora prematuro, soprattutto se si considera che è entrato in vigore durante il periodo estivo, con una città quasi completamente svuotata dei suoi abitanti. Sostiene Landi di Chiavenna: “Un eventuale bilancio è chiaramente condizionato dall’esodo delle vacanze estive, quindi direi che è prematuro dare una valutazione precisa e puntuale. Mi pare comunque che adesso l’ordinanza stia cominciando a funzionare visto che la città si sta ripopolando. Quindi incentiveremo e rafforzeremo i controlli e le attività di sanzionamento dai primi di settembre”.

Ci sono però dei dati certi: dal primo di agosto la Polizia Locale ha elevato 17 contravvenzioni a giovani under 16, mentre il 18 agosto le forze dell’ordine hanno avviato un procedimento per la sospensione delle licenza di un bar per un periodo di 30 giorni. In quell’occasione gli agenti della Polizia Locale hanno colto in flagranza di reato un barista che aveva venduto alcolici ad un giovanissimo.

Ma la crociata del Comune non finisce qui. L’assessore alla Salute ci racconta infatti dell’accordo siglato dal suo assessorato con la Camera di Commercio e che partirà a settembre: “Da settembre parte anche l’accordo che io ho siglato con la Camera di Commercio di Milano che prevede, su base volontaristica, la possibilità di non vendere alcolici ai minori di 18 anni. Al momento l’ordinanza anti-alcol proibisce, vendita, consumo e cessione agli under 16, ma i commercianti potranno decidere volontariamente di innalzarla per il loro esercizio”.

Il Comune di Milano ci tiene però a sottolineare che quella dell’amministrazione locale non è una crociata proibizionista contro i più giovani ma “deve essere visto come un momento di dialogo positivo coi giovani, di convincimento e persuasione del fatto che bere eccessivamente fa male alla salute ed è un condizionamento della vita, sia dal punto di vista fisico che psicologico” prosegue Landi di Chiavenna.

L’Assessore conclude auspicandosi che, nel breve periodo, un provvedimento dello stesso tipo venga deciso a livello nazionale, dal Parlamento: “Al momento c’è una proposta di legge in questo senso avanzata dal centro destra, che eleva il divieto di consumo somministrazione e cessione di alcolici ai minori di 18 anni. Mi auguro quindi che il Parlamento possa valutare l’opportunità e la necessità di promuovere questa legge in tempi veloci, anche se poi è necessario farli rispettare questi decreti. Ci vuole uno sforzo generale e comune ci vuole una partecipazione corale della società: genitori, volontariato ma anche gli stessi consumatori finali, ovvero i giovani” ha concluso Landi di Chiavenna.

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