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Domenica, 19 Maggio 2024
Il caso / Niguarda / Via Umberto Cagni

I bivacchi fuori dall'ufficio della questura perché non si può prenotare l'appuntamento

L'ufficio serve a presentare domanda di protezione internazionale, ma senza prenotazione si creano bivacchi anche notturni per aspettare il turno. L'interrogazione di Mirabelli (Pd) al ministro dell'Interno

Bivacchi di migranti al Parco Nord e vicino a viale Suzzani, a Milano. Tutto perché non c'è possibilità di prenotare un appuntamento presso l'ufficio della questura in via Cagni 15, aperto appositamente per raccogliere le domande di protezione internazionale. La denuncia arriva da Franco Mirabelli, senatore del Partito democratico, che ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno in merito alla questione.

"L'assenza di strutture di ricovero e accoglienza obbliga centinaia di migranti a dormire e bivaccare per strada, con gravissimi disagi per queste persone e anche per gli abitanti del quartiere", sottolinea Mirabelli, avvertendo anche che l'impossibilità di prenotare l'appuntamento rischierebbe di favorire "organizzazioni illegali che possono proporsi di governare le code allo sportello".

Nell'interrogazione, Mirabelli chiede una struttura di ricovero, anche in vista della stagione fredda, e l'introduzione di un sistema di prenotazione degli appuntamenti. Già in estate alcuni residenti nel quartiere avevano segnalato la presenza di migranti, giorno e notte, in coda per accedere all'ufficio. Inoltre due associazioni (Asgi e Naga) avevano segnalato i troppi ostacoli per chi si reca in via Cagni (su indicazione dell'ufficio immigrazione di via Montebello) per presentare domanda di protezione internazionale. Tra i casi, quelli di chi è stato invitato a tornare più volte dopo ore di coda.

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