Blocco tir, i rifornimenti non arrivano. Allarme per frutta, verdura e latte

Blocchi dei tir a Torino, nel Bergamasco e al Sud. A Milano l'ortomercato di via Lombroso ha dimezzato il fatturato: "La merce non arriva dalla Sicilia". E allarme per le consegne del latte in Lombardia

Blocco tir nel Bergamasco (foto Tm News/Infophoto)

Gli effetti dei blocchi tir cominciano a sentirsi anche a Milano. Gli autotrasportatori - che in tutt'Italia stanno protestando contro il caro-gasolio e l'aumento delle accise -, stanno fermando diversi snodi autostradali, rendendo difficoltose le consegne di genere alimentati di prima necessità - latte, frutta, verdura - in tutta la Lombardia. 

Lunedì 23 gennaio, infatto, il mercato ortofrutticolo di via Lombroso avrebbe segnalo un calo del 40% delle vendite. "La merce - spiegano - è ferma dai produtturi. Molti prodotti vengono dalla Campania e dalla Sicilia, e il trasporto viene fatto su gomma. Le consegne in queste ore sono molto difficoltose", dicono. A rischio, quindi, verdura e frutta anche per supermercati e piccoli rivenditori.  

Ma anche con il latte, in tutta la Lombardia, la situazione non è migliore. Secondo quanto apprende Coldiretti Lombardia, che sta monitorando la situazione, un importante caseificio fra Cremona e Mantova ha detto agli allevatori dai quali si rifornisce che se la protesta degli autotrasportatori dovesse continuare si ritroverebbe con i magazzini pieni, le merci bloccate e allora smetterebbe di ritirare dalle stalle il latte da trasformare.

“Dovesse accadere una cosa del genere – spiega Simone Solfanelli, Direttore della Coldiretti di Cremona – sarebbe un segnale molto preoccupante per un territorio come il nostro dove si mungono oltre un milione di tonnellate all’anno di latte, si allevano 150 mila mucche e ci sono 800 aziende impegnate nel settore. Stiamo mandando una lettere alla Prefettura, alla Provincia e allo stesso caseificio per sottolineare la situazione e segnalare la necessità di rispettare a ogni costo gli accordi per il ritiro del prodotto, come tra l’altro previsto dallo stesso contratto in essere con l’azienda casearia”.

Intanto un’impresa specializzata in insalate pronte ha già segnalato a Coldiretti un danno da 120 mila euro a causa dello sciopero. “Le nostre verdure hanno una data di produzione e una di scadenza – sottolinea Giuseppina Pezzali dell’azienda Il Tricolore di Telgate specializzata nella “quarta gamma” – non poterle consegnare nei tempi previsti è un problema. Per noi lo stop delle forniture in Italia e all’estero equivale a un danno di oltre 120mila euro al giorno. Se a questo aggiungiamo la difficoltà a ricevere il prodotto che proviene dalle nostre aziende in altre regioni la situazione risulta insostenibile”. La provincia di Bergamo rappresenta oltre la metà di tutte le verdure di “quarta gamma” lavorate a livello nazionale.

Mentre nel Mantovano, fra Goito e Guidizzolo – spiega Coldiretti Lombardia - diversi orticoltori hanno ricevuto segnalazioni dalle ditte di logistica che se la situazione non si sblocca, ci potrebbero essere problemi per il trasporto della merce all’ortomercato di Verona. Con l’86 per cento dei trasporti commerciali che in Italia avviene su strada – conclude la Coldiretti - lo sciopero dei Tir mette a rischio la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti più deperibili come il latte, la frutta e la verdura che non riescono a raggiungere gli scaffali dei mercati.

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