Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Blocco traffico e smog: «Non solo polveri, conta il black carbon»

L'intervista a Villavecchia (Amat): da considerare è soprattutto la componente nociva delle polveri, non tanto le polveri in sé

Il dibattito sull'efficacia del blocco del traffico a Milano (28-29-30 dicembre dalle 10 alle 16) ha generato fortissime polemiche politiche, perché i dati "grezzi" delle polveri sottili (Pm10) dimostrano che queste non sono diminuite. Non il 28 rispetto a domenica 27, ma nemmeno nei giorni successivi fino al 30 dicembre. Per molti questo significa che il blocco non ha funzionato, se il suo obiettivo era quello di ridurre temporaneamente il Pm10 nell'aria di Milano.

Una risposta semplicistica per altri, come Bruno Villavecchia, direttore Ambiente ed Energia dell'Amat di Milano, l'agenzia che si occupa di monitorare la mobilità, l'ambiente e l'energia. Istruttiva la sua intervista rilasciata a Ecodellecittà.

Il punto, per Villavecchia, non è tanto quello di vedere se il Pm10 è diminuito o no, ma se sono diminuite le sue componenti pericolose per la salute delle persone. Il Pm10 è infatti di origine varia. Perfino il polline produce Pm10, cioè polveri sottili. Da monitorare è soprattutto la componente nociva delle micro-polveri, quella che produce i tumori alle vie respiratorie.

Tra i componenti pericolosi, il "black carbon" è quello più rilevante. Si genera dalla combustione imperfetta dei combustibili fossili ed è più alto in prossimità delle fonti che lo provocano. Non si misura "scomponendo" le micro-polveri ma separatamente da esse. Tra gli altri componenti nocivi il benzene. E secondo Villavecchia è ormai dimostrato che la diminuzione del traffico di veicoli fa diminuire il black carbon e, di conseguenza, la sua concentrazione all'interno delle polveri sottili. Questo perché il black carbon deriva essenzialmente dalle automobili, specialmente diesel ma in realtà anche tutte le altre (eccetto ovviamente le elettriche). 

Il consiglio è quello di allontanarsi dalle semplificazioni ("è colpa delle auto", "no, è colpa delle caldaie", "no, è colpa della pianura Padana") e guardare al problema in termini complessi. «Le semplificazioni non sono molto utili, ma l'indifferenza credo sia il nemico peggiore», chiosa Villavecchia. Questo vale sia per i decisori politici, da quelli locali a quelli nazionali, sia per l'Unione europea, che per ora si limita a guardare solo alla cifra di Pm10 (concentrazione in microgrammi per metro cubo) dove invece occorre guardare alla "qualità" della stessa.

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