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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

"I 'buh' a Boateng non erano razzisti": assolti i tifosi della Pro Patria

Il verdetto d'appello che ribalta la condanna in primo grado: "Meschine contestazioni" ma niente di razzista

Assolti i tifosi che, durante Pro Patria - Milan, amichevole del 3 gennaio 2013, insultarono il fuoriclasse allora rossonero Kevin Prince Boateng: i sei giovani erano stati condannati in primo grado dal tribunale di Busto Arsizio per ingiuria aggravata da motivi razziali, ma i giudici d'appello hanno ribaltato il verdetto asserendo che il razzismo non c'entra.

Durante il primo tempo, infastidito dai continui insulti, Boateng aveva scagliato rabbiosamente il pallone contro le tribune: a quel punto l'intera squadra del Milan aveva scelto di uscire dal campo per stare dalla parte del suo giocatore e dare un forte segnale contro il razzismo negli stadi italiani. Secondo i giudici d'appello, i fischi, i vocalizzi e gli ululati è "indice di una bassa e meschina modalità di contestazione del calciatore avversario", ma "non pare si sia trattato di gesti o forme espressive di generalizzate discriminazioni".

Prova ne sia (stando sempre ai giudici) che i tifosi non hanno inveito contro Emanuelson, che è di colore, mentre hanno fischiato pesantemente Bonera, Flamini ed El Shaarawy che "hanno la pelle chiara". Durante il processo di primo grado, Boateng, in aula di tribunale, aveva affermato di sentirsi rivolto una serie di "buh buh ogni volta che toccavo palla".

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