Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Terremoto, Stefano Boeri indagato per il centro polivalente di Norcia, lui: "Un equivoco"

L'archistar: "Sono sereno e tranquillo. Credo che si tratti di un gigantesco equivoco"

Stefano Boeri

Stefano Boeri è indagato nel procedimento che ha portato al sequestro del centro polivalente di Norcia, struttura progettata dall'archistar in seguito al terremoto che il 24 agosto 2016 ha sconvolto il Centro Italia.

L'edificio – realizzato con i fondi raccolti dal Corriere della sera e dal Tg di La7 — è stato sequestrato su richiesta della procura di Spoleto. Secondo l'accusa il centro polifunzionale sarebbe un'opera definitiva e non provvisoria. Non solo: sarebbe stato costruito senza i permessi della Sovrintendenza (all’archeologia, belle arti e paesaggio) in un’area sottoposta a tutela paesaggistica: si trova, infatti, all'interno del Parco dei monti Sibillini.

Il "Norcia 4.0" da quando è stato inaugurato, a giugno 2017 dopo lavori svolti a tempo di record, è stato utilizzato per i consigli comunali, diversi convegni e ha ospitato anche la stagione teatrale del comune e altre cerimonie pubbliche. L'archistar, che è indagato insieme al primo cittadino di Norcia Nicola Alemanno, ha dichiarato all'Ansa di essere "sereno e tranquillo. Credo che si tratti di un gigantesco equivoco. Sono comunque senza parole. Non so come si faccia a dire che non sia temporaneo. Il centro è smontabile e rimontabile completamente, impianti inclusi".

La replica di Boeri: "Amareggiato"

Stefano Boeri ha poi diffuso una lunga nota in cui si definisce "amareggiato nel rilevare come un lavoro finanziato dai cittadini italiani, svolto dal mio studio in totale gratuità e con grande attenzione alle esigenze della comunità di Norcia venga trattato alla stregua di una speculazione abusiva". Di seguito la sua dichiarazione integrale.

«Facendo seguito all’Ordinanza del Comune di Norcia del 347 del 04/03/2017, alle Ordinanze della Protezione Civile e grazie ai fondi raccolti dal Corriere della Sera e dal TGLa7 tra i cittadini italiani, abbiamo progettato e seguito la costruzione in soli tre mesi di una struttura temporanea di 450 mq di classe 4 (la massima nella sicurezza antisismica). Un edifico polivalente che in situazioni di emergenza sismica può essere utilizzato per accogliere i cittadini. Un’architettura in legno inaugurata nel giugno scorso alla presenza delle massime autorità locali e nazionali».

«La struttura, leggera e di grande solidità, si compone di pannelli, pilastri, travi e rivestimenti in legno lamellare, con connessioni in viti e bulloni, costruita a secco e dunque totalmente smontabile. Anche gli impianti e i serramenti potranno essere ricollocati. La struttura in legno è opportunamente ancorata al terreno tramite una griglia di travi e cordoli in cemento armato (una tipologia di fondazione necessaria in situazioni di rischio sismico) interposti ad un “vuoto sanitario” in modo da ridurre al minimo l’impatto sul suolo e da essere facilmente rimovibile. Sono convinto che si tratti di una buona dimostrazione di come il legno permetta di realizzare in tempi rapidi architetture di qualità e in grado di garantire la massima sicurezza».

«Avendo totale fiducia nel lavoro dei Magistrati, sono certo che ogni equivoco verrà chiarito e che il Centro Polivalente e di Protezione Civile di Norcia tornerà al più presto a disposizione dei suoi cittadini. Il sequestro della struttura priva infatti una comunità già duramente provata di uno spazio di grande utilità sociale. Sono amareggiato nel rilevare come un lavoro finanziato dai cittadini italiani, svolto dal mio studio in totale gratuità e con grande attenzione alle esigenze della comunità di Norcia venga trattato alla stregua di una speculazione abusiva».

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