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Il convegno (foto Brambilla)

Il convegno (foto Brambilla)

“La violenza sulle donne è un’emergenza. Istituzioni e media verso il cambiamento”

E' questo il titolo del convegno che si è svolto lunedì 15 luglio presso la Camera del lavoro di Milano

“La violenza sulle donne è un’emergenza. Istituzioni e media verso il cambiamento”: è questo il titolo del convegno che si è svolto lunedì 15 luglio presso la Camera del lavoro di Milano.

Una lunga mattinata che ha visto protagoniste donne e uomini uniti contro il grave problema della violenza sulle donne e quello delle immagini stereotipate veicolate dalla pubblicità e dai mezzi di comunicazione. Molti sono stati gli interventi che si sono susseguiti sul palco della sala e che, da diversi punti di vista, hanno messo in luce come questo fenomeno abbia forti radici culturali e che non sia ancora contrastato in modo efficace dalle leggi statali.

Più volte sono inoltre state lanciate frasi di solidarietà a favore del ministro per l’integrazione Cecilè Kyenge, appellata dal senatore Calderoli come “orango”. Molti sono stati gli esponenti e i relatori che hanno espresso il loro sdegno riguardo a ciò. La mattinata si è divisa in due momenti. Nel primo alcuni esponenti delle realtà milanesi hanno dato voce alle loro esperienze “sul campo”, come l’avvocata Francesca Garisto, Donatella Martini, presidente di DonneInQuota, Massimo Guastini, noto pubblicitario e presidente dell’Art director club italiano e la giornalista di La Repubblica Laura Asnaghi.

In seguito sono intervenuti i relatori del convegno che, coordinati da Tiziana Scalco, segretaria della Camera del Lavoro di Milano, hanno cercato di porre delle soluzioni al fenomeno della violenza. Il primo a parlare è stato l’assessore alle Politiche Sociali e alla Salute del comune di Milano Pierfrancesco Majorino: «Il comune vuole sviluppare azioni che coinvolgano tutti i soggetti che operano sul territorio – ha spiegato -, dalle forze dell’ordine alle tante associazioni del terzo settore che in silenzio da anni si occupano di donne vittime di violenza. Occorre fare dunque un lavoro di rete».

Dopo di lui è intervenuta Carolina Pellegrini, consigliera regionale di parità, nel suo lungo discorso ha voluto ricordare che per migliorare la situazione delle donne occorre che le politiche per la parità abbiano un approccio trasversale, che non rimangano chiuse nel «ghettino delle pari opportunità». Le ultime due ad intervenire sono state infine Susanna Camusso, segretario generale della Cgil e Laura Boldrini, presidentessa della Camera dei deputati. «Non va bene che in parlamento si parli solo delle pene e non di cultura ed educazione. Io sicuramente voglio che i colpevoli vengano puniti efficacemente, ma è necessario lavorare su più fronti, anche per esempio sul linguaggio che deve essere rispettoso, sempre e non solo verso le donne», ha spiegato Susanna Camusso facendo riferimento alla dimensione culturale del fenomeno.

Argomento ripreso anche da Laura Boldrini che ha esaminato il problema da due punti di vista: quello culturale e quello istituzionale. «Credo che si debba, sul piano culturale, produrre dialogo, educare e sensibilizzare i giovani. L’altro piano d’intervento è quello normativo in cui non basta rettificare la convenzione di Istanbul, bisogna fare i decreti attuativi e seguire le direttive che ci arrivano dall’Europa, lo dobbiamo, lo dobbiamo a tutte quelle donne che sono morte, ma anche a tutte noi».

Il convegno si è concluso infine con la protesta di alcune donne pensionate che hanno mostrato un cartello su cui compariva una scritta accusatoria contro i tagli alle pensioni, definiti dal loro punto di vista una forma di violenza sulle donne.

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