Partita la bonifica alla "Goccia", ma i cittadini sul piede di guerra

Il comitato di residenti in Bovisa protesta perché è a rischio un vero e proprio bosco. Il comune: "Piante malate e terreno altamente inquinato, la bonifica è una grande notizia"

Un'immagine dell'area della Goccia in Bovisa (dal blog del comitato)

Iniziato il lavoro di bonifica alla "Goccia", in Bovisa, ovvero l'area di 80 mila metri quadrati che copre in parte gli ex gasometri. Il terreno è estremamente inquinato e la bonifica è propedeutica alla nascita di un parco. Ma nell'area ci sono già molti alberi e alcuni residenti vorrebbero che non venissero toccati. Secondo gli agronomi incaricati da Palazzo Marino, si tratta per lo più di piante malate, a fine vita o infestanti (nel senso di specie che 'soffocano' il patrimonio autoctono di verde). 

Piombo, arsenico, cadmio, idrocarburi e altri metalli altamente inquinanti e cancerogeni. Questo sarebbe lo "stato" attuale del terreno. Frutto di una attività che partì nel 1906, quando il comune decise che quell'area doveva essere destinata alla produzione del gas di città, utile per l'illuminazione pubblica e prodotto a partire dalla distillazione del carbone. Un metodo poi abbandonato nel 1969, mentre l'area della Bovisa (che era diventata nel tempo l'unico centro produttivo di gas di città a Milano) venne dismessa nel 1994. La bonifica ora in corso riguarda solo una parte dell'area, ed era bloccata da più di dieci anni.

"La bonifica iniziata è una notizia meravigliosa perché questa parte del territorio, da decenni, è completamente interclusa perché gravemente contaminata", ha commentato Alessandro Balducci, assessore milanese all'urbanistica, rispondendo direttamente ai cittadini che vorrebbero tenere gli alberi. "Li salvaguarderemo il più possibile, ma il nostro primo dovere è nei confronti della salute dei cittadini e del territorio", ha proseguito. 

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Il comitato non è d'accordo: da una parte teme che l'escavatura del terreno, fino a quattro metri di profondità, porterà a contatto con l'aria tutte le componenti altamente inquinanti ora sotto terra, e dall'altra denuncia un presunto progetto "speculativo" del comune di Milano, sostenendo che nel piano di governo del territorio sono inseriti ad esempio 150 mila metri quadri di edilizia residenziale, altrettanti dedicati in vario modo al Politecnico (che già occupa una parte dell'enorme area originaria), 20 mila metri quadri di alberghi e così via.

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