Botti "della Madonnina", vincono i soliti. Ma c'è chi li vuole proibiti

Il titolare di un negozio milanese di articoli pirotecnici si racconta a MiToday: "La gente spende 40-50 euro a testa". Addio razzi: per alcuni ci vuole il porto d'armi. E per il 31 ci sarà coda di 200 persone

I classici botti di Capodanno (foto Giambertone)

Nemmeno in tempo di crisi i milanesi riescono a fare a meno dei botti di Capodanno. Un vero culto per ragazzini e adulti che cercano giochi pirotecnici per l'ultimo dell'anno. L'importante è che siano legali e sicuri. Ci sono molti negozi che li vendono, uno dei più forniti a Milano è il Balloon Store in via Padova, che ha un'altra sede in viale Toscana. Il titolare del negozio, Thomas Pacher, ci ha raccontato che in questi giorni gli affari vanno - ovviamente - più che mai.

"Il 30 e il 31 dicembre qui fuori c'è una fila di 200 persone. C'è il buttafuori, noi dentro siamo in 6 o 7, tutti in divisa". E quali botti cerca chi entra nel negozio? "I ragazzini chiedono Miniciccioli, Raudi e Magnum, che fanno casino e sono sempre gli stessi da anni. Ma alla maggior parte di loro - spiega Pacher - non possiamo più venderli: dal 5 dicembre per questi bisogna avere almeno 18 anni".

I più grandi, a cui non interessa il rumore ma lo spettacolo, comprano soprattutto fontane. "Spendono in media 40-50 euro a testa. Ma il più bello è il Collego, che costa 100 euro, e fa tre minuti di spettacolo con otto batterie da 21 fuochi, tutte collegate". Niente più razzi però: per quelli ci vuole un brevetto da pirotecnico. Alcuni di questi - paradossalmente - si possono vendere ma non si possono accendere senza il brevetto. Si tratta di materiale definito di IV e V categoria: "La 5a categoria si compra solo se maggiorenni. Per la quarta, invece, ci vuole il porto d'armi".



E naturalmente sono in molti a cercare ciò che è proibito. Petardi potenti e pericolosi, come il Cobra 3 e simili. "Ogni tanto entrano, soprattutto ragazzi sui 18-20 anni - racconta Thomas - che mi chiedono cose illegali. Mi dicono "dai dai che tu ce l'hai"... ma non è così". E scordatevi anche di "bombe di Maradona", di "Cavani", eccetera: "Quella è roba artigianale, per fortuna non si vende". Almeno non qui.

Petardi e fontane, quindi, vanno sempre forte. Ma le novità sono poche e non funzionano. Vince la tradizione, anche nei nomi: "I genitori non si fidano di cose che non hanno mai sentito. Spesso hanno paura che una cosa sia pericolosa, per questo anche i nomi dei prodotti devono essere accattivanti sì, ma rassicuranti. E italiani". Ecco perchè a farla da padrone sono le fontane "Re Leone", "Vulcano gigante" e "Fontana mille fiori". Per le bombe, non è questo il posto adatto.

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