Barcellona, Martina ricorda l'ultimo istante con Bruno: 'Amore ti prego non mi lasciare'

La ragazza, 27 anni, ripercorre i fatti di quel maledetto pomeriggio sulla Rambla

Bruno

Martina Sacchi, compagna di Bruno Gulotta, il legnanese morto nell'attentato di Barcellona, ha rilasciato una lunga e toccante intervista ai colleghi di Bruno della Tom's Hardware. La ragazza, 27 anni, ricorda gli ultimi istanti di quel maledetto pomeriggio, le ultime parole per il suo 'amore'. 

"Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato e mi stanno aiutando. Innanzitutto Bruno, che in quella frazione di secondo ha spinto verso di me nostro figlio Alessandro prima di essere travolto e ci ha salvato la vita sacrificandosi per noi". Martina è un fiume in piena di emozioni forti. Dolore, collera, riconoscenza, paura del futuro da affrontare adesso, subito. Paura delle risposte da dare ai suoi bambini, dopo i funerali del compagno, dopo che i riflettori mediatici si sono spenti. Ricordiamo Bruno Gulotta. È passata più di una settimana da quel maledetto giovedì 17 agosto a Barcellona. Martina Sacchi, 27 anni, è venuta a trovarci nella sede di Tom's Hardware a Legnano insieme con Lorenzo Gulotta, 24 anni, il fratello di Bruno che era a Barcellona già da qualche giorno e li aspettava per cenare insieme quella sera. Non ha fatto in tempo a rivedere il fratello ancora in vita. È arrivato lì sulla Rambla quando il corpo era stato appena ricoperto dal telo.

I ringraziamenti di Martina sono tantissimi. A cominciare dai medici dell'autombulanza che, pochi minuti dopo la strage, hanno tentato a lungo e invano di rianimare Bruno. E poi ringrazia i poliziotti, i funzionari del Consolato generale d'Italia a Barcellona e dell'unità di crisi della Farnesina. C'è anche la riconoscenza nei confronti del Ministro degli Esteri Angelino Alfano, che l'ha confortata nella sede del consolato e ha insistito con le autorità catalane e spagnole affinché le permettessero di vedere il corpo del compagno. Poi lo sguardo dolce del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all'arrivo a Ciampino, l'affetto e l'aiuto del sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus, del tenente dei carabinieri Domenico Cavallo, della chiesa legnanese, delle tantissime persone di cui non ricorda i nomi, della coordinatrice della scuola Montessori di Castellanza, Viviana Colombo. Quindi noi, gli amici e colleghi di Tom's Hardware e tutta la community del giornale e del forum, che ha alimentato e continua ad alimentare la raccolta fondi.

Non è facile per Martina ricordare quei momenti. "Passeggiavamo sulla Rambla. Bruno teneva per mano Alessandro e io spingevo il passeggino con dentro Aria. Eravamo lì da qualche minuto quando ho sentito tante urla e mi sono voltata. Ho visto il furgone che puntava su di noi. È stato un attimo. Davanti eravamo bloccati da un palo e un albero, ci siamo messi a correre verso la strada. Bruno ha spinto Alessandro verso di me e io l'ho afferrato. Il furgone ha sfiorato me e Alessandro e ha preso Bruno in pieno. L'ho visto per terra. Mi sono chinata su di lui e ho gridato, ho chiesto aiuto, era vivo. Gli ho detto 'amore ti prego non mi lasciare', mi è sembrato di vedere un guizzo nei suoi occhi. Penso che mi abbia sentito. Poi sono arrivati i poliziotti con le armi in pugno, mi hanno portato via di forza, dicevano che i terroristi erano ancora lì. Intanto i medici tentavano la rianimazione. Io e i bambini siamo stati scortati verso un albergo lì davanti e chiusi a chiave all'interno. Dalla vetrata dell'hotel ho continuato a vedere cosa accadeva. Mi sembrava un film dell'orrore. Piangevo, gridavo. Alessandro era scioccato. La padrona dell'albergo ha provato a confortarci, ma io pensavo solo a tornare accanto a Bruno. Sono riuscita a uscire dalla porta secondaria, l'ho raggiunto proprio quando i medici hanno detto 'es muerto' e lo hanno ricoperto con un telo. Dopo qualche minuto è arrivato mio cognato Lorenzo".

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