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Mercoledì, 22 Maggio 2024

Armi e droga: l'incredibile bunker di marijuana dei due fratelli imprenditori (in crisi)

Arrestati due fratelli, 67 e 63 anni, e un loro nipote 25enne. Così avevano trasformato un capannone in un bunker

Traditi dal vento. Tre uomini - due fratelli di 67 e 63 anni e un loro nipote di 25, tutti di origini palermitane - sono stati arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri della compagnia di Sesto San Giovani dopo che in un loro terreno agricolo è stato scoperto un vero e proprio bunker al cui interno era stata allestita una mega serra di marijuana. 

A incastrare i tre, tutti incensurati, sono stati i militari del nucleo investigativo, che nelle settimane scorse - passando nell'autogrill di Cinisello sulla tangenziale Nord - avevano notato un forte profumo di "erba", come se in zona ci fosse una coltivazione il cui odore veniva "trasportato" dalle folate. Approfondendo le verifiche, gli uomini dell'Arma sono arrivati a un terreno agricolo di via della Baraggiole a Paderno Dugnano, proprio sotto la A52, di proprietà dei due fratelli, che lì in passato avevano un capannone come sede della loro azienda edile. 

Negli ultimi anni, dall'inizio del covid, la ditta era però entrata in crisi e i 60enni avevano deciso di virare sull'agricoltura. Almeno sulla carta. Quando i carabinieri sono arrivati fuori dal campo, hanno subito notato che sulla recinzione c'era un telo che "copriva" tutta la visuale. I dubbi sono cresciuti quando i militari hanno visto vicino a una piccola serra un generatore decisamente troppo grande e soprattutto quando hanno notato una turca che sembrava non fissata a terra. 

Alzandola, gli investigatori hanno scoperto una scala che portava al piano inferiore, dove era stata creata la serra, in grado di ospitare un centinaio di piante. Nella struttura sono stati trovati 25 chili di marijuana già imbustati oltre a una pistola con matricola abrasa. Nelle abitazioni dei due imprenditori - che formalmente non hanno mai dichiarato il fallimento - sono anche stati scoperti 57mila euro in contanti e un'altra arma clandestina con un silenziatore.

In manette è finito anche il nipote 25enne dei due, che più volte durante le indagini è stato visto frequentare il campo, dove i tre dormivano a turno pur potendo contare su un sistema di videosorveglianza. Nella sua abitazione è stato sequestrato un altro chilo di droga già lavorato e pronto per essere venduto. I tre rispondono delle accuse, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione abusiva di armi da fuoco. I due fratelli, parlando con i carabinieri, avrebbero detto di essersi trovati a fare i conti con la crisi e di aver quindi scelto di "dedicarsi" allo spaccio. Le indagini proseguono però per verificare che dietro di loro - assolutamente insospettabili e senza precedenti - non ci fosse qualcun altro. 
 

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