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Cronaca

Processo a Penati, la segretaria di Di Caterina: "Preparavo le buste coi soldi"

Un'udienza complessa quella di mercoledì per il processo ''Sistema Sesto'' che vede Filippo Penati come imputato

Un'udienza complessa quella di mercoledì per il processo ''Sistema Sesto'' che vede imputati a vario titolo per corruzione, concussione e finanziamento illecito dieci persone, tra cui l'ex Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati.

A spiegare ai giudici del Tribunale di Monza il modus operandi con cui l'imprenditore Piero Di Caterina e titolare della Caronte autotrasporti, coimputato a processo e grande accusatore di Penati, avrebbe fatto arrivare denaro ai politici, è stata la sua collaboratrice Giulia Limonta.

''Preparavo io le buste su indicazione di Di Caterina, scrivevo sopra i nomi che lui mi indicava. Ho assistito alla consegna delle buste solo in qualche occasione a Penati: dai conteggi fatti nel 2010 posso dire che siano circa tre milioni, tre milioni e mezzo di euro in tredici anni. Di Caterina mi diceva spesso che erano prestiti. Alcune buste erano anche per Sostaro e per il Sindaco di Segrate Alessandrini''.

Filippo Penati, fuori dall'aula, ribatte alla testimone sostenendo di non aver mai ricevuto contributi ''Di Caterina ha fatto qualche donazione, ma parliamo di cifre modeste e non certo degli importi che ho appena ascoltato, riferibili al periodo sestese ed iniziative politiche locali. Mai nulla oltre il 2001''. E aggiunge: ''La signora Limonta oggi in udienza non ha mai dichiarato che Di Caterina mi abbia mai versato tangenti, ma ha sempre parlato di prestiti''.

Piero di Caterina, con la Caronte, è al centro del nodo Sitam (Sistema Integrato Trasporti) del processo, dove emerge il contenzioso con Atm (a processo anche in sede civile), per cui fu attivato in Provincia a Milano un tavolo tecnico dove Caronte contestava un conteggio inesatto della ridistribuzione dei profitti ed Atm invece agevolazioni alla società di Di Caterina. A questo proposito il Pm Franca Macchia ha contestato in aula il presunto passaggio di denaro da Di Caterina a Penati per importi di almeno 50.000 euro riferibili alla questione trasporti ed all'acquisto da parte della Provincia di un'area in via Varanini a Milano, di proprietà della Caronte.

''E' emerso chiaramente quanto i presunti soldi dati a politici per la questione Varanini, siano di fatto stati prelevati da un conto corrente di Piero Di Caterina e poi riversati in piccole trance nel conto corrente personale di sua moglie - commenta l'avvocato Matteo Calori, legale difensore di Penati - sulla busta menzionata dal Pm era scritto un numero che corrisponde al conto della signora. Anche la teste ha ribadito di non essere a conoscenza di soldi dati ai politici per la questione Varanini''.

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