Cronaca Cuggiono

Cane tenuto legato per le zampe, tra i suoi escrementi, e affamato: denunciati i proprietari

L'animale, vittima di maltrattamenti gravissimi, è stato salvato e affidato alla proprietaria di un'azienda agricola

Lo immobilizzavano legandogli le zampe posteriori, lo affamavano e lo tenevano tra i suoi escrementi. È quanto hanno dedotto i veterinari di una clinica del Milanese quando lo scorso 23 luglio hanno visitato un cane portato dai suoi proprietari perché, sostenevano, "non mangiava dal giorno prima e gli erano venute delle piaghe". Le condizioni dell'animale erano tragiche: le zampine erano in avanzato stato di necrosi, il corpo letteralmente pelle e ossa, il muso segnato da una vecchia legatura penetrata nella carne, il pelo ricoperto di sporcizia ed escrementi. I veterinari quindi hanno chiamato le autorità per segnalare la situazione e a quel punto per i proprietari è scattata una denuncia per maltrattamenti. L'animale intanto, sequestrato dal Nucleo Tutela Animali e da due veterinarie Asl, è stato affidato alla titolare dell'azienda agricola La Casetta dei Nani di Cuggiono, che ha deciso di chiamarlo Batman.

"Lasciato per chissà quanto senza cibo né acqua coi legacci che ad ogni spasmodico movimento penetravano sempre più in profondità nella carne aprendola, immerso negli escrementi, al buio, solo, lasciato a morire, perché questo era il destino che avevano scelto, una morte lenta, preceduta da un’agonia atroce". A scriverlo in un lungo post sulla sua pagina Facebook è Marina, la custode giudiziaria del cagnolino, a cui è stato necessario amputare le dita delle zampe posteriori visto l'avanzato stato di necrosi.

Fortunatamente però Batman dopo un lungo periodo di cure e antibiotici sta lentamente iniziando a riprendersi, ha ricominciato a mangiare e gioca con altri cani dell'azienda agricola. Per i suoi aguzzini, che dovranno rispondere del reato di maltrattamento, la signora Marina spera in una pena esemplare: "Chi gli ha fatto questo dovrà pagare. Perché non ha rispetto per la vita e nemmeno per il dolore e la morte, perché non ha empatia, perché domani potrebbe applicare la stessa medesima crudeltà a un bambino, un anziano, un disabile. Perché è semplicemente giusto che paghi".



 

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