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Continuano le proteste contro la Romania

Continuano le proteste contro la Romania

"La Romania istiga ad uccidere i cani": protesta al consolato

La legge appena approvata, contro il randagismo, secondo gli attivisti dei diritti degli animali istigherebbe di fatto alla cattura e uccisione dei cani

Presidio davanti al consolato romeno di piazzale Lotto, a Milano, per protestare contro la legge - recentemente approvata a Bucarest - che di fatto legalizza l'uccisione di massa dei cani randagi, come spiegano gli stessi attivisti animalisti presenti in piazza. "I cittadini ricevono 60 euro per ogni randagio che catturano, quando sterilizzarlo costerebbe solo 25 euro", argomentano.

Facile immaginare che molte persone, spinte dalla fame, possano pensare di "arrotondare" in questo modo. "Si sta incentivando la popolazione a uccidere i randagi", affermano gli attivisti, due dei quali sono riusciti a entrare nel consolato e consegnare a due rappresentanti la documentazione raccolta in questi mesi.

La parte principale della legge prevede che i cani catturati possano restare nei canili per due settimane in attesa di adozione, poi si debbano uccidere. Il problema del randagismo in Romania è ormai quasi strutturale e risale all'urbanizzazione forzata del periodo del dittatore Ceausescu, quando le campagne furono spopolate in fretta. I cani randagi preoccupano il Paese e la maggior parte della popolazione romena sembra essere d'accordo con la legge. Secondo le stime, in Romania ci sarebbero più di 60mila cani randagi (uno ogni 31 abitanti), con seimila persone morse nei primi quattro mesi del 2013.

Comprensibile d'altronde come invece in tutta Europa siano sorte mobilitazioni spontanee contro la legge, come a Milano negli ultimi mesi.

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