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Iza

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Cantante morta in casa a Milano di overdose: assolto in appello il fidanzato-pusher

L'uomo era stato fermato dalla polizia. I due avevano trascorso insieme l'ultima notte

Non ha un colpevole giudiziario il decesso per overdose di eroina della cantante lirica georgiana Izabel Kavtaradze, 27enne, avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 marzo 2019 nell'appartamento di via Mauro Macchi a Milano dove la donna lavorava come ragazza alla pari. Il suo fidanzato, Mohamed Kargbo, 39enne della Sierra Leone, è stato assolto anche in appello con rito abbreviato, dopo uguale verdetto del gup in primo grado, dall'accusa di morte in conseguenza di altro delitto, mentre è stata confermata la condanna per spaccio di droga a quattro anni e quattro mesi.

Prima di morire, la coppia aveva trascorso la notte in albergo. E in quella occasione lui le avrebbe dato l'eroina risultata fatale. Le indagini hanno evidenziato che Kargbo gestiva una rete di spaccio di droga nella zona della Stazione Centrale. L'uomo si trova ora agli arresti domiciliari.

Le analisi tossicologiche avevano confermato che la morte di Iza, mezzosoprano con un futuro da cantante davanti a sé, fosse dovuta effettivamente all'eroina, come lasciavano intendere i lacci emostatici trovati alle braccia. L'analisi delle conversazioni Whatsapp aveva evidenziato che la giovane aveva fissato un appuntamento con Kargbo per la sera del 29 marzo, con i numeri in "avvicinamento" nella zona di via Mauro Macchi.

Il 17 gugno 2019, qualche mese più tardi, Kargbo era stato fermato con l'accusa di spaccio di droga. Fino a quel momento aveva solo un precedente per ricettazione di cellulari rubati nella zona di corso Como. La sua "attività" principale sembrava essere proprio quella, ma gli investigatori gli avevano intercettato una telefonata con un nigeriano in cui si faceva esplicito riferimento alla droga che quest'ulttimo gli stava fornendo in quel periodo, e alla pessima qualità della stessa: «Finisce che l'andrò a prendere a Rogoredo», aveva detto Kargbo all'interlocutore.

Il pusher era stato fermato nell'hotel in cui alloggiava, poco prima di scappare da Milano. Aveva ammesso la relazione sentimentale con Iza, da poco più di un mese, e dalle analisi dei messaggi Whatsapp tra i due pareva che lei, negli ultimi giorni, fosse interessata soprattutto a procurarsi eroina. Le due famiglie italiane presso cui Iza aveva lavorato, parlavano di lei come di una persona impeccabile. Nessuno aveva mai avuto sospetti circa una dipendenza da eroina, nemmeno gli amici in Georgia.

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