Cronaca

Il capo ultrà della Juve rinviato a giudizio per avere minacciato il titolare di un negozio

L'uomo è in carcere per tentato omicidio e dovrà affrontare anche questo processo

Grancini

Loris Grancini, capo ultrà della Juventus, sarà processato a Milano con l'accusa di avere minacciato il titolare di una società di eventi sportivi. Il rinvio a giudizio, per lui e per altri due tifosi, è stato deciso dal gup Stefania Pepe su richiesta della procura meneghina: il processo inizierà il 2 ottobre.

L'intimidazione sarebbe avvenuta in due occasioni: la prima volta nell'aprile del 2015, la seconda nel maggio del 2017. Il primo episodio per ottenere dall'uomo 250 biglietti per la partita di Champions League Juventus-Real Madrid: il titolare della società aveva dovuto annullare i biglietti (già stampati) e Grancini, insieme agli altri due imputati, avrebbe preteso che gli venissero consegnati minacciandolo e facendo riferimento a un possibile incendio: "Sai come brucia facilmente?".

La seconda volta, invece, Grancini avrebbe fatto riferimento ai "calabresi di Corsico" per mettere paura all'uomo. Il capo ultrà è attualmente in carcere: è stato arrestato nel mese di dicembre del 2017 per scontare una pena definitiva a 13 anni e 11 mesi per tentato omicidio. Secondo la sentenza sarebbe il mandante. L'episodio a cui si fa riferimento risale al 2006 quando un uomo venne raggiunto da due colpi di pistola all'esterno di un bar in piazza Morbegno, zona viale Monza. 

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