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I carabinieri arrestati

I carabinieri arrestati

Arrestati 6 carabinieri: torture, estorsioni e permessi agli spacciatori per venire a Milano

La caserma degli orrori a Piacenza. Dai militari anche permessi ai pusher durante il covid

Droga, torture ed estorsioni. Ma con la divisa addosso. Sei carabinieri sono stati arrestati a Piacenza, cinque in cella e uno ai domiciliari, e una caserma dell'Arma in città - la stazione Levante di via Caccialupo - è stata sequestrata ed è la prima volta che accade in Italia. 

La caserma degli orrori

A scoperchiare il vaso di Pandora sulla caserma degli orrori è stata una inchiesta della procura e della guardia di finanza. Il bilancio è pesantissimo: 12 persone arrestate - 5 carabinieri e 7 pusher -, 5 ai domicliari - 1 carabiniere e 4 spacciatori -, 4 persone sottoposto all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria - 3 militari e un finanziere - e infine un altro carabiniere sottoposto all'obbligo di dimora nella provincia di Piacenza. 

La lista dei reati contestati ai militari è infinita: spaccio, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali aggravate, peculato, abuso d'ufficio, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, perquisizione e ispezione personali arbitrarie, violenza privata aggravata e truffa ai danni dello Stato. Nella caserma di Piacenza Levante, hanno spiegato gli inquirenti, operavano 8 militari: tra loro 7 sono stati sottoposti a misura cautelare. 

La droga a Milano durante il covid

I militari, anche e soprattutto sfruttando il loro ruolo, avrebbero messo in piedi una sorta di giro di spaccio personale. Scrive la finanza nella note: i carabinieri si occupavano dei "contatti con spacciatori di livello", "dell'attività di staffetta per conto degli spacciatori", dell'attività "di custodia e detenzione degli stupefacenti", dello "spaccio per conto proprio" e "dell'approvvigionamento di sostanza stupefacente durante Lockdown".

Secondo l'accusa, infatti, durante il lockdown per l'emergenza coronavirus i carabinieri avrebbero fornito false autocertificazioni agli spacciatori piacentini per permettere loro di raggiungere Milano per rifornirsi di droga. 

Arresti illegali e pestaggi

Non solo droga, però. Perché da veri padroni della città, in più occasioni i carabinieri avrebbero arrestato liberi cittadini senza prove soltanto perché considerati presunti spacciatori ai quali in realtà rubare la droga. E nella stessa caserma non sono mancati sequestri di persona, pestaggi a un uomo ammanettato e modi violenti. 

"Sono fatti gravi che non intaccano la fiducia nell'Arma", ha specificato il procuratore capo di Piacenza, Grazia Pradella. "Tutti gli illeciti più gravi sono stati commessi nel lockdown, con il più totale disprezzo dei decreti emanati dalla presidenza del consiglio. Solo un militare della caserma non è coinvolto. Faccio fatica a definire questi soggetti 'carabinieri' perché i comportamenti sono criminali. Non c'è nulla di lecito nei comportamenti", ha poi ammesso. 

"Quello che la procura deve chiedersi e che deve chiedersi anche l'Arma è come sia stato possibile che un appuntato dei carabinieri con un atteggiamento in stile Gomorra abbia acquisito tutto questo potere", ha poi riflettuto la pm in conclusione. 

La caserma sequestrata - Foto Alessandro Rovellini

caserma sequestrata piacenza-2

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