Cronaca

È morta Carla Fracci

L'étoile si è spenta nella mattinata di giovedì 27 maggio, aveva 84 anni

È morta Carla Fracci. La ballerina, 84 anni, si è spenta a Milano nella mattinata di giovedì 27 maggio al termine di una lunga malattia; da anni stava combattendo contro un tumore con coraggio e massimo riserbo. Nelle scorse ore era trapelato che versava in gravi condizioni di salute.

Mostro sacro del Teatro alla Scala di Milano, dove ha studiato danza e debuttato nel corpo di ballo nel 1955, era tra le ballerine più famose al mondo. Nel 1981 il New York Times la definì prima ballerina assoluta. 

Dove sarà la camera ardente di Carla Fracci

È sempre rimasta legata al teatro milanese, tanto che il 28 e 29 gennaio scorso aveva tenuto una masterclass con i protagonisti del balletto Giselle andata in streaming sui profili della Scala e disponibile anche su Raiplay. Durante la sua carriera ha calcato i palcoscenici più importanti del mondo e danzato con i migliori ballerini di sempre, da Rudolf Nureyev a Vassiliev e ancora Murru, Bortoluzzi, Baryshnikov e Roberto Bolle.

Le sue condizioni di salute, secondo quanto trapelato, si sarebbero aggravate all'improvviso: sabato 29 maggio, infatti, la ballerina era attesa al Teatro Oratorio Sant'Ambrogio di Varese dove avrebbe dovuto raccontare le storie che hanno dato forma alla sua carriera e la sua vita, raccolte in un libro autobiografico pubblicato nel 2013 (Passo dopo passo).

Mattarella: "L'Italia perde un riferimento prezioso"

"Le straordinarie doti artistiche e umane, che hanno fatto di lei una delle più grandi ballerine classiche dei nostri tempi a livello internazionale — ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella —. Carla Fracci ha onorato, con la sua eleganza e il suo impegno artistico, frutto di intenso lavoro, il nostro Paese. Esprimo le più sentite condoglianze ai familiari e al mondo della danza, che perde oggi un prezioso e indimenticabile riferimento".

Fontana: "Ha scritto la storia della danza"

"Una grandissima artista che ha scritto la storia della danza, dell'arte, della cultura. Un tratto indelebile che rimarrà impresso per sempre nel cuore e nella mente di tutti noi. Una milanese che amava infinitamente la sua città e la Lombardia". Lo ha scritto su Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. "Nel 2020 — ha ricordato poi il governatore lombardo — le avevamo assegnato il premio Rosa Camuna per certificare come la Regione considerasse la sua carriera simbolo dell'eccellenza lombarda".

Sala: "Una delle ballerine più grandi del mondo"

"Carla Fracci è stata una delle più grandi ballerine del mondo. Anzi, ci sono stagioni in cui è stata la più grande. In assoluto — ha scritto su Facebook il sindaco di Milano Beppe Sala —. Ma la sua vera grandezza non è raccontata solo dagli applausi, dalle critiche e dai premi. Carla non ha mai dimenticato le sue origini, perché non si è mai richiusa nella gloria, ma ha continuato a innovare e a innovarsi, non ha mai fatto mancare la sua voce e la sua critica nel commentare la nostra società e i suoi limiti. Per tutto questo Carla Fracci resterà nel cuore di Milano. Grazie, Carla, non dimenticheremo mai i voli della tua danza e la tua fedeltà alle tue radici. Le nostre radici. Le radici della Scala e della nostra Milano".

Il teatro alla Scala: "L'Italia perde una figura storica"

"Commozione" per la scomparsa di Carla Fracci viene espressa dal Teatro alla Scala di Milano, sottolineando che "il teatro, la città, la danza, perdono una figura storica, leggendaria, che ha lasciato un segno fortissimo nella nostra identità e ha dato un contributo fondamentale al prestigio della cultura italiana nel mondo". 

Il sovrintendente Dominque Meyer osserva che "con Maria Taglioni, Carla Fracci è stata la personalità più importante della storia della danza alla Scala. Cresciuta all'Accademia, ha legato intimamente il suo nome alla storia di questo Teatro. Nei mesi scorsi ho avuto il piacere di accoglierla diverse volte alla Scala dove veniva spesso e a gennaio siamo stati felicissimi di riaverla a trasmettere la sua esperienza alle giovani interpreti dell'ultima 'Giselle', che è stata per tutti un momento indimenticabile. La penseremo sempre con affetto e gratitudine, ricordando il sorriso degli ultimi giorni passati insieme, in cui si sentiva tornata a casa".

Il direttore del Corpo di Ballo, Manuel Legris afferma che "ci lascia stupiti, in punta di piedi come 'Giselle', spirito che resta con noi, riempie le sale ballo, il palcoscenico e i nostri cuori, come la sua energia mai sopita, che ci ha catturato e affascinato quando è tornata a riabbracciare il Teatro e i suoi artisti. Un grande vuoto che, allo stesso tempo, ci fa sentire ricolmi e ricchi di tutta la sua storia, che è la storia del balletto, privilegiati per aver condiviso la sua arte che è vita, leggendario modello e fonte di ispirazione di tutte le generazioni di ballerine".

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