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Carlotta - foto da Today.it

Carlotta - foto da Today.it

Per la procura Carlotta fu uccisa: accusato di omicidio l'ex fidanzato della giovane stilista

La giovane fu trovata impiccata in piazza Napoli 4 anni fa. Ora è accusato il fidanzato

Non un suicidio, né un "gioco" finito male. Ma un omicidio in piena regola. La procura di Milano, a oltre 4 anni dai fatti, ha chiuso le indagini nei confronti di Marco Venturi, ora accusato di omicidio volontario per la morte della sua fidanzata, la 37enne Carlotta Benusiglio, la stilista che fu trovata morta impiccata con una sciarpa a un albero in piazza Napoli il 31 maggio del 2016. 

Venturi, secondo la ricostruzione del pm Gianfranco Gallo, è accusato di aver ucciso la fidanzata "per futili motivi, con dolo d’impeto, stringendole al collo una sciarpa oppure il proprio braccio" e quindi strangolandola. Ad aggravare ulteriormente la situazione ci avrebbe poi pensato la "sindrome di Eagle", la patologia rara di cui soffriva Carlotta che colpisce i legamenti del collo, tanto che sarebbe - scrive ancora il pm - "deceduta subito dopo per asfissia meccanica da strangolamento". 

Soltanto a quel punto il fidanzato - sempre stando alle ricostruzioni del procuratori - avrebbe simulato "una impiccagione sospendendo parzialmente" con la sciarpa il cadavere ad un albero nei giardini di piazza Napoli. Quando il corpo era stato ritrovato, infatti, la pista più battuta era stata proprio quella del suicidio, tanto che lo stesso Venturi era stato semplicemente ascoltato come persona informata dei fatti. Con il passare dei mesi, poi, la sua posizione si è aggravata e ora deve rispondere dell'accusa di omicidio. 

Inoltre, come riportato nell'atto di chiusura delle indagini, l'uomo è anche accusato di episodi di stalking e lesioni contro la stilista che sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2016: più volte l'avrebbe presa a calci e minacciata "per motivi di gelosia". Venturi dovrà adesso produrre le sue memorie difensive e sarà poi un giudice in una udienza preliminare a decidere se rinviarlo a processo. 

Il grazie della sorella

"Finalmente... non smetterò mai di ringraziare il Pm Gianfranco Gallo che con la sua tenacia, caparbietà e capacità investigativa non ha smesso di cercare la verità", ha scritto la sorella di Carlotta, Giorgia, sul suo profilo Facebook. "Per lui Carlotta non era solo un numero, ma un essere umano che meritava luce sulla sua fine, per lei e per tutte le persone che le volevano bene, che le vogliono bene".

"Io e la mia famiglia gli siamo grati e lo saremo per sempre. Non ho mai avuto modo di conoscerlo, non so nemmeno come sia fatto fisicamente ma poco importa, perché so che quando sarà il momento non avrò problemi a riconoscerlo, mi basterà guardare i suoi occhi, gli occhi puri di una persona che onora il suo lavoro, che non dimentica le vittime, e che ognuna di loro, indistintamente, merita verità anche se dovessero passare anni", ha continuato. 

"Vorrei poterlo abbracciare forte, ma ovviamente non potrò farlo e allora mi limiterò a stringergli forte la mano guardandolo dritto negli occhi.  In quella stretta di mano - ha concluso Giorgia - cercherò di trasmettergli tutta la mia immensa stima".

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