Cronaca Via Giuseppe Ripamonti, 202

Casa d'accoglienza per parenti di malati: gestita da donne maltrattate

Una struttura pensata per il cosiddetto "turismo sanitario", vicina allo Ieo, che aiuterà anche donne che cercano reinserimento sociale attraverso il lavoro

Un'immagine della casa (foto Comune di Milano)

Nasce a Milano, negli spazi del comune di via Ripamonti 202, la nuova struttura per l’accoglienza low cost rivolta tutti coloro che cercano un appoggio in città e, in particolar modo, ai familiari dei degenti del vicino Istituto Europeo di Oncologia (Ieo). All'inaugurazione erano presenti l'amministratore delegato dello Ieo, Mauro Melis, la presidente della Casa delle donne maltrattate, Manuela Ulivi, e l'assessore alla ricerca Cristina Tajani. 

"Sviluppo del lavoro, inclusione sociale e attenzione verso i sogetti fragili", ha sintetizzato Tajani spiegando il senso del progetto, che sorge nello stesso stabile della caserma dei carabinieri, vicinanza che garantisce anche una sicurezza e tutela per le donne che vi lavorano. La struttura dispone di quattro camere per un totale di dieci-dodici posti letto, con docce e bagni, oltre ad un locale lavanderia con asciugatrice e una cucina comune con tavoli e sedie.

Il personale è di tre donne (ma saranno dieci "a regime) tra quelle che si sono rivolte all'associazione Casa delle donne maltrattate che, costituitesi in cooperativa, hanno trovato nello sviluppo imprenditoriale un'opportunità di crescita professionale e reinserimento nella società.

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