Blitz di CasaPound in centro città: striscioni contro gli immigrati, poi le minacce a Majorino

Centro città tappezzato da striscioni di CasaPound: "Chiudete le frontiere". Le foto

Uno degli striscioni

Duomo, Castello Sforzesco, corso Como. CasaPound, per una notte, si "prende" il centro di Milano per lanciare forte e chiaro il suo messaggio. Tra lunedì e martedì, infatti, il movimento di estrema destra ha tappezzato la città di striscioni contro l'immigrazione e l'accoglienza esponendoli sulle varie barriere anti terrorismo che sono state sistemate a protezione delle strade e dei luoghi simbolo per scongiurare eventuali attacchi terroristici. 

Semplice e diretto il senso degli striscioni - "Chiudete le frontiere, non le strade" -, che collegano una potenziale minaccia terroristica all'immigrazione. 

"È una provocazione - ha spiegato Angela De Rosa, portavoce del movimento - contro chi, dopo aver contribuito a creare una situazione di totale insicurezza, pensa di poter risolvere tutto posizionando semplici blocchi di cemento in strada, nella speranza di evitare attentati e dare un’illusione di sicurezza ai cittadini”. 

“Se le nostre città sono a rischio terrorismo - ha continuato De Rosa – è anche grazie a chi favorisce l’immigrazione incontrollata, spacciata come occasione di crescita e di sviluppo per l’Italia. Sala - che era già finito nel mirino di CasaPound per il caso Expo - e gli immigrazionisti invece di promuovere ridicole passerelle pro accoglienza, dovrebbero capire che la soluzione è chiudere le frontiere e - ha concluso la portavoce - non limitare la nostra libertà blindando le città”.

Minacce a Majorino

L'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, da sempre tra i più sensibili sul tema immigrazione, ha subito chiesto la rimozione degli striscioni e ha spiegato - attraverso un breve post sul proprio profilo Facebook - di essere stato minacciato nei giorni scorsi proprio da un militante di CasaPound.

A causare la rabbia del contestatore - che ha minacciato l'assessore al grido di "Guideremo la folla con torce e forconi sotto casa tua" - sarebbe stata l'idea di Majorino di aprire a Milano un grande centro d'accoglienza per i rifugiati in transito desiderosi di continuare il proprio viaggio verso altre destinazioni.

"Caro simpatizzante di CasaPound, che mi segui e scrivi simpaticamente su Facebook che verrete sotto casa mia coi 'forconi', vuoi saperla una cosa? - la replica dell'inquilino di palazzo Marino, già minacciato in passato per le sue opinioni sui migranti - Mi dai una ragione in più per andare avanti".

L'Anpi: "Indignazione"

A chiedere che gli striscioni firmati da CasaPound vengano subito rimossi è stato anche Roberto Cenati, presidente dell'Anpi provinciale di Milano. I partigiani hanno espresso "profonda indignazione per gli striscioni razzisti affissi in numerosi punti della nostra città da militanti" che "si definiscono fascisti del terzo millennio".

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L'Anpi ha quindi chiesto "alle autorità competenti di procedere immediatamente alla rimozione degli stessi e alla denuncia dei responsabili di CasaPound che con questa vergognosa iniziativa offendono i sentimenti di Milano, città antifascista, democratica e multietnica". Cenati ha poi manifestato "solidarietà e vicinanza all'Assessore Pierfrancesco Majorino, pesantemente minacciato dai neofascisti".

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