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Case popolari, notte in tenda dei sindacati davanti a Palazzo Marino

Sindacati degli inquilini uniti per chiedere alla giunta Pisapia un cambio di rotta sulle politiche abitative

Trascorreranno la notte tra venerdì e sabato in tenda davanti a Palazzo Marino i sindacati degli inquilini, tutti uniti (e non è sempre così) per chiedere alla giunta di centrosinistra di avviare politiche per la casa "più incisive". In piazza il Sunia, il Sicet, l'Unia, l'Unione inquilini e il Conia. La prima richiesta è un tavolo permanente sull'emergenza casa, visto che le famiglie in lista d'attesa continuano a crescere, fino a superare quota 22mila, di cui quasi la metà può contare su meno di 7 mila euro all'anno di reddito e soltanto il 12% supera i 14 mila euro all'anno.

Numeri terribili se si pensa anche ai 10 mila sfratti che hanno già avuto la richiesta di esecuzione: secondo i sindacati, il 90% di questi sfratti è motivato dalla morosità: "Persone che non riescono più a pagare", spiega il segretario milanese del Sunia, Stefano Chiappelli. Per ora la giunta risponde ricordando i 28 milioni stanziati per ristrutturare 1.134 appartamenti sfitti e, in generale, 45 milioni per il ristrutturare tutto il patrimonio.

Infine una richiesta anche alla regione: quella di stanziare ogni anno l'uno per cento del bilancio (quindi 240 milioni) alle politiche sulla casa.

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