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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Case popolari, sindacati in rivolta: giù le mani dagli affitti

Sit-in questa mattina sotto la sede dell'Aler, in viale Romagna a Milano. Questo pomeriggio corteo di protesta. Sindacati e inquilini: "I canoni di edilizia popolare sono ormai divenuti insostenibili"

La casa è un bene prezioso. Lo è ancora di più per quanti non possono permettersi di acquistarla e, per questo, accedono ai programmi di edilizia pubblica. In Lombardia, il compito di gestire le Case popolari spetta all'ALER, che ha sede a Milano in viale Romagna, 26. Qui, oggi, hanno organizzato un presidio fisso i sindacati di CGIL, CISL, UIL e le associazioni degli inquilini SUNIA e SICET.

Gli organizzatori chiedono "la riapertura della trattativa per la riduzione degli affitti: basta applicare la normativa regionale (legge 27/07) che, pur ritenendo che debba essere modificata, consente una rimodulazione dell'impatto del canone". "Chiediamo all'ALER di non rimangiarsi le promesse fatte circa la riduzione degli affitti, ora che siamo alla fine della trattativa - dicono ad una voce le sigle sindacali -. I canoni di edilizia popolare sono ormai divenuti insostenibili."

Già da due anni, infatti, l'ALER ha applicato un consistente aumento dell'affitto, che varia da inquilino ad inquilino e oscilla dal 20% sino a picchi del 50-60%: in una situazione di generale crisi economica ciò non fa altro che rendere più difficili le condizioni di chi si è rivolto all'edilizia popolare per ovvi svantaggi economici. Era stata ventilata la possibilità di ridurre di circa il 25%, ma poi non se ne era fatto più nulla.

Sit-in di protesta sotto la sede Aler



L'accordo richiesto andrebbe a vantaggio non solo degli inquilini, ma della stessa ALER, perchè la conseguenza inevitabile del caro affitti è la crescita delle morosità, come denunciano i sindacati. "Gli aumenti andranno avanti sino al 2011 e, data la crisi attuale, vi saranno sempre più affittuari non in grado di pagare."

Una situazione infelice raccontata anche da Vincenzo, uno degli inquilini ALER di Milano: "l'aumento degli affitti ha inciso sul mio reddito, già condizionato dal fatto di essere in mobilità da 4 mesi. Con un solo stipendio in famiglia, sono arrivato a non riuscire più a pagare il canone e io conosco molte persone che si trovano in questo stato."

I sindacati chiedono inoltre un accordo sulle modalità di recupero delle morosità, senza applicazioni di penali e interessi, ma soprattutto senza procedere con sfratti che manderebbero sulla strada molte persone. Alle 17 la manifestazione, mentre in questi giorni sarà presente in piazza Lima un gazebo per raccogliere le firme per presentare in comune una delibera che riservi nel PGT (il nuovo piano regolatore di Milano, ndr) il 40% delle aree residenziali alla costruzione di alloggi popolari.

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