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Case popolari (archivio)

Case popolari (archivio)

"Hai fatto la spia": inquilino Aler minacciato, ma non gli danno un altro alloggio

Nel quartiere la voce infamante di avere segnalato inquilini abusivi legati alla microcriminalità. Non è vero, ma intanto l'Aler non gli assegna un nuovo alloggio

Incredibile storia di un inquilino dell'Aler che da qualche mese viene minacciato pesantemente all'interno del quartiere in cui vive ma, ciò nonostante, non gli è ancora stato assegnato un altro alloggio, ovviamente da tutt'altra parte. La denuncia è stata raccolta dal Corriere della Sera, e riguarda un caso in cui la burocrazia, pur odiosa quando c'è di mezzo un tetto sotto cui dormire, diventa davvero ingiustificabile.

Abbiamo parlato anche di recente di persone a cui è già stato riconosciuto il diritto ad un alloggio popolare, senza che però venisse loro assegnato: e intanto rischiavano lo sfratto esecutivo. Ma in questa storia c'è di mezzo l'incolumità personale. Possibile che non si riescano a superare intoppi burocratici nemmeno in questo caso? Pare sia così.

La persona in questione è sospettata di avere "fatto la spia" e segnalato alle istituzioni alcuni casi di occupanti abusivi nel quartiere in cui vive, che effettivamente è stato oggetto di vari sgomberi nei mesi scorsi. Sgomberi di persone talvolta legate alla piccola criminalità e al "racket di cortile".

Voci infondate ma sufficienti a trasformarlo in oggetto di minacce da parte del vicinato. Fino alla richiesta ad Aler, formulata nientemeno che dai carabinieri: trovategli un altro alloggio. Eppure, dopo più di due mesi dalla richiesta dei militari, ancora niente. L'Aler è in crisi, avrebbe bisogno di un milliardo e duecentomila euro per ristrutturare le case, ha un buco enorme di centinaia di milioni che non si sa come potranno essere ripianati.

Ma qui c'è di mezzo l'incolumità personale.

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