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Case popolari: la svolta

Case popolari: la svolta

Case popolari, via libera del comune alla gestione interna

Il "no" dei sindacati che temono la vendita degli alloggi e crisi occupazionale in Aler. A occuparsi della manutenzione sarà Metropolitana Milanese

Sulle case popolari di proprietà del comune, la giunta ha deciso: verranno gestite dall'interno. Si parla di 28 mila alloggi. La svolta dopo la disdetta - da parte di Aler - della convenzione con cui la società regionale gestiva anche questi alloggi, oltre a quelli di sua proprietà. La gestione interna era sempre stata considerata la scelta preferita della giunta di Giuliano Pisapia, ma la conferma definitiva c'è stata venerdì mattina con la comunicazione ai capigruppo di maggioranza, quasi tutti presenti (tranne Raffaele Grassi di Valori per Milano e Marco Cappato dei Radicali).

Ancora qualche dubbio sull'organizzazione concreta che il comune si darà per fare fronte alla gestione. L'ozione più probabile è che la gestione tecnica (manutenzione in primis) venga affidata a Metropolitana Milanese, che ha già il know-how sui lavori pubblici.

Subito è arrivata la replica di tutte le sigle sindacali degli inquilini, che in una nota congiunta hanno criticato la scelta. Sunia-Cgil, Sicet-Cisl, Uniat, Conia e Unione Inquilini, insieme alle sigle che rappresentano i lavoratori pubblici della Triplice, hanno paventato il rischio di un "salto nel buio" e di "peggiorare ulteriormente la situazione di degrado gestionale e amministrativo". Il timore dei sindacati è che si finisca col privatizzare, ovvero vendere il patrimonio immobiliare. Ma i sindacati lamentano anche di non essere stati ascoltati dall'amministrazione "nonostante l'impegno del sindaco di aprire un confronto preventivo".

I sindacati criticano la decisione perché, in tal modo, viene a mancare la gestione unitaria (da parte di Aler) di tutte le case popolari milanesi, sia quelle di proprietà del comune sia quelle di proprietà di Aler, e chiedono che la futura organizzazione garantisca efficienza nella manutenzione degli stabili e riduzione dei costi amministrativi per gli inquilini. Ma anche che vengano garantiti i livelli occupazionali di Aler.

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