Cronaca San Siro / Via Bernardo Zamagna

Case popolari, più vigili (e vigilantes): le proposte del comune

Ecco quello che l'assessore Granelli porterà sul tavolo in prefettura

Case popolari in via Zamagna

Occupazioni abusive di case popolari. E' diventato il "tema del giorno", a Milano. Se ne parlerà durante la riunione di lunedì 10 novembre del Comitato per l'ordine e la sicurezza, in prefettura. Domenica 9 novembre, in diretta a Canale 5 da Barbara D'Urso, l'assessore regionale Paola Bulbarelli ha promesso 1.400 alloggi ristrutturati entro la fine dell'anno, il nodo scoperto della questione perché si tratta proprio degli alloggi che, restando sfitti a lungo, vengono più facilmente occupati.

Alla riunione in prefettura si decideranno le azioni congiunte di tutte le istituzioni, da Aler al comune alla regione, passando ovviamente per le forze dell'ordine che hanno dato un "assaggio", venerdì pomeriggio, con una maxi operazione dei carabinieri in zona San Siro che ha portato allo sgombero di quattro alloggi in via Tracia. Alle 18, in piazza San Babila, il Comitato abitanti San Siro (vicino al centro sociale Cantiere) terrà un presidio per denunciare proprio gli sgomberi annunciati, a suo dire non risolutivi del problema.

Il comune ha anticipato le proposte che porterà in prefettura, attraverso un post su Facebook di Marco Granelli, assessore alla sicurezza. Anzitutto custodi e sorveglianza, anche attraverso telecamere e guardie giurate, oltre alla sistemazione di cancelli e portoni per prevenire le occupazioni. Poi, la posa di una porta blindata quando un alloggio viene sgomberato, mentre adesso ci si limita a "lastrare" l'ingresso. Ma soprattutto, ristrutturazione immediata per poter assegnare l'alloggio il più presto possibile.

Granelli metterà a disposizione un'unità apposita della polizia locale per aumentare il numero di sgomberi programmati: chiederà al prefetto di coordinare questa attività tra le varie forze dell'ordine. La polizia locale dovrebbe poi essere maggiormente impiegata anche per gli sgomberi in flagranza, con pattuglie pronte ogni giorno. Inoltre verrà potenziata l'assistenza sociale laddove necessaria (se ci sono minori o donne incinte). Infine indagini per colpire il racket e sensibilizzare il tribunale dei minorenni, perché spesso alcuni minori (che "girano") vengono usati dagli adulti per impedire lo sgombero.

Le altre istituzioni, a loro volta, porteranno proposte d'intervento. C'è da pensare che tutte le istituzioni si siano rese conto che si tratta di un tema su cui collaborare, al di là delle differenti vedute, per garantire vita dignitosa ai quartieri popolari. Stimolate in questo dalla stessa questura, pronta a "pizzicare" comune, Aler e regione sulle rispettive responsabilità.

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