Case popolari: se "torni dai tuoi", niente residenza e puoi restare al massimo un anno

La norma per impedire "l'ereditarietà" degli alloggi popolari confligge con un sentimento di solidarietà familiare. Un caso a Rozzano

Case popolari (Repertorio)

Ti separi e torni a vivere dai tuoi genitori? Se loro abitano in una casa popolare, non potrai chiedere il cambio di residenza. La situazione ha dell'assurdo, ma la legge regionale è chiara: a quelli che sono in una situazione del genere, viene concesso un anno di "ospitalità", poi occorre "sloggiare". 

L'ultimo caso viene da Rozzano, ma non è stato l'unico. E' quello di un giovane che, dopo la separazione dalla compagna, ha lasciato l'abitazione che condivideva con lei (in un altro Comune) ed è tornato a vivere a casa dei suoi genitori. Che ovviamente lo hanno accolto ben volentieri.

Ma il tentativo di regolarizzare la situazione è stato vano. Il giovane aveva trasferito la residenza nel nuovo Comune ma ora che vorrebbe riportarla nell'appartamento familiare non può. L'articolo 17 di una delibera regionale del 2018 sancisce infatti che l'ospitalità in un appartamento popolare è ammessa per un massimo di 6 mesi che diventano 12 nel caso di ascendenti o discendenti di primo grado. Con l'esplicita condizione che non venga trasferita la residenza.

La norma nasce per evitare l'eredità di fatto dell'appartamento popolare. Ma, scritta in modo così netto, crea appunto casi paradossali, per non dire assurdi, che si vanno a scontrare perfino con il più elementare sentimento di solidarietà familiare: quello di due genitori che riaccolgono il figlio in casa.

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Per la famiglia rozzanese l'anno non è ancora trascorso, ma manca poco. Padre, madre e figlio si sono rivolti tra l'altro all'associazione Libas, che ha presentato un esposto ai carabinieri e ha chiesto al sindaco di Rozzano, all'Aler e alla Regione Lombardia di intervenire. Senza però nutrire grandi speranze. 

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