Case popolari, le ronde di Aler con la vigilanza privata

L'azienda ha avviato il servizio con due pattuglie notturne che sorveglieranno alcuni quartieri

Un presidio anti-sgombero in via Civitali 30

Sorveglianza privata nei caseggiati di Aler: è la decisione del presidente di Aler Milano, Angelo Sala, che ha attivato due pattuglie notturne con il compito di presidiare le zone di San Siro e Lorenteggio ed altre ritenute "a rischio". «Auspico che, attraverso un'azione di ronda serale, le pattuglie e gli uomini in divisa fungano da deterrente per i malintenzionati occupanti abusivi», ha affermato Sala, spiegando in una nota che le squadre di vigilanza agiranno «in supporto agli ispettori di Aler per entrare in azione in tempo reale, nel tentativo di respingere la tentata occupazione in corso».

Ronde anti occupazione abusiva, dunque. A cui si aggiungono 500 telecamere in undici quartieri e altri cento "occhi elettronici" ancora da installare. Sala è alle prese in particolare con il caso di via Civitali 30, a San Siro, con un affidamento lavori che risale ormai a due anni fa ma la ditta incaricata non può iniziare a ristrutturare lo stabile perché 24 alloggi su 27 sono occupati abusivamente. L'azienda che ha in appalto i lavori ha vergato una lettera ad Aler in cui chiede di iniziare al più presto la manutenzione straordinaria, con un milione di euro a disposizione (ma fermo), con il rischio altrimenti di chiudere dopo quarant'anni di attività.

«Mi domando di chi sia la responsabilità», afferma Sala: «Chiedo uno sforzo di collaborazione tra Istituzioni, insieme a una politica che chiarisca i ruoli dei soggetti coinvolti e responsabilizzi chi ha il dovere e la competenza per occuparsi di welfare e per iniziare a risolvere un caso tra tutti, quello di via Civitali 30, come simbolo di un rinnovato impegno. Solo rispondendo seriamente sul tema delle politiche sociali, sarà possibile affrontare e risolvere realmente i problemi delle periferie senza imputare ad Aler colpe e responsabilità che non ha».

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Negli stessi giorni, Angelo Sala è finito nella bufera per un post sul suo profilo Facebook di tutt'altro tono. Nel post, Sala ha tuonato contro chi ha «riempito la città di clandestini e delinquenti» affermando candidamente di essersi «rotto» di «certi attacchi fatti da persone imbecilli, ignoranti (non a conoscenza) ed evidentemente mal consigliate». Un attacco frontale che ha provocato la reazione del Partito Democratico, che ne ha chiesto le dimissioni, ma anche il sostegno di diversi esponenti del centrodestra milanese.

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