Cronaca Isola / Via Federico Confalonieri

Milano, se le spese di condominio delle “case popolari” arrivano a (quasi) novemila euro

Lo strano caso di social housing di via Confalonieri: sei famiglie hanno acquistato casa grazie all'edilizia convenzionata, ma ora sono costrette a pagare spese folli. La storia

Le case sono difronte al Bosco Verticale - Foto repertorio

Una cosa è certa: da soli, con le loro forze e i loro risparmi, quelle case difficilmente le avrebbero comprate. Quindi, altra cosa di conseguenza certa, tutti conoscevano e conoscono il loro “status”, la loro condizione. Eppure oggi, a quasi sette anni da quell'accordo, vengono trattati da quello che non sono: da ricchi. 

E’ una “storia di ordinaria follia” - Luca Gibillini dixit - quella che vede vittime sei famiglie che hanno vinto un bando per l’assegnazione di altrettanti appartamenti in un condominio di cinque piani in via Confalonieri 8, a due passi dal pluripremiato e pluridecorato Bosco Verticale dell’archistar Stefano Boeri. Il palazzo in zona Isola era stato infatti oggetto di un accordo - nel lontano 2008 - tra il privato e il comune ed era stato selezionato per una sorta di esperienza di “social housing”, una soluzione all’emergenza abitativa che si propone di fondere case di edilizia convenzionata con alloggi tradizionali. 

Così, e soltanto così, le famiglie - dopo aver presentato redditi, Isee e tutto il necessario - erano riuscite ad acquistare le case al prezzo di 2900 euro al metro quadro, quasi un regalo per la zona. Il pacco regalo, però, a quanto pare, conteneva anche un’amara sorpresa. Che, inevitabilmente, ha lasciato di stucco gli inquilini e il consigliere di Sel, Luca Gibillini, che denuncia: “Il problema è che il contesto privato del quartiere Gae Aulenti chiede loro, come a tutti quelli inseriti nel contesto privato, spese condominiali di 8600 euro all'anno, 716 euro al mese. Che più il mutuo e le utenze può arrivare 1500 Euro al mese”. 

Una spesa che, naturalmente, le famiglie selezionate con i criteri del “social housing”, nella migliore delle ipotesi, fanno fatica a sostenere. A quanto pare, però, nel bando e nei successivi accordi scritti non c’erano riferimenti alle spese condominiali, che il privato ora giustifica con tutti i servizi di lusso di cui godono le residenze della zona: sorveglianza giorno e notte, conservazione del verde condominiale e pulizia straordinarie. 

“Ovvio che con quelle spese condominiali, giusto abitazioni di lusso e alti redditi possono essere compatibili - l’amara constatazione di Gibillini -. Ovvio che queste famiglie rischiano pignoramenti, perché non riescono a pagare”. 

Le strade praticabili, al momento, sembrano poche perché - altra ammissione amara del consigliere Sel - le “istituzioni non hanno strumenti perché la responsabilità è in carico alla società privata che gestisce l’area”. 

“Apriamo un tavolo di confronto con il privato e chiediamo a regione Lombardia di erogare una norma che renda compatibile spese all'edilizia convenzionata - la proposta di Gibillini -. Dobbiamo ribaltare il tavolo, perché tra i casermoni delle case popolari e le case a prezzi milanesi, non si può non pensare ad interventi di sostegno all'abitare. E se sono questi, la responsabilità sociale delle imprese diventa un cappio al collo, invece che una restituzione sociale”. 

Un cappio che con quasi novemila euro di spese condominiali rischia di strangolare chi era convinto di aver risolto la propria emergenza. 

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