Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Case ai rom, la sentenza: possibile discriminazione razziale. Aperta inchiesta

Al momento il fascicolo non ha nè indagati nè ipotesi di reato. Il passo successivo: l'acquisizione di documenti alla Casa della Carità e in Prefettura. De Corato: "Intervento a gamba tesa"

E' destinata a continuare la polemica scoppiata dopo la sentenza del tribunale di Milano che ha chiede al Comune di Milano di portare a termine gli impegni assegnando le case promesse ai rom. Oggi, infatti, il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, ha aperto un fascicolo, per ora senza indagati né ipotesi di reato, sulla base proprio di sentenza del Tribunale Civile di Milano. 

In particolare ad essere tirata in causa è la motivazione che, secondo il giudice, avrebbe portato il Comune di Milano a non dare gli alloggi ai nomadi ovvero una "discriminazione razziale".

Il fascicolo, come ha spiegato il procuratore aggiunto Spataro, è stato aperto "d'intesa con il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati" e  "trae origine dall'ordinanza del giudice Roberto Bichi del 20 dicembre scorso, nella quale si fa riferimento a possibili attività determinate da motivi di discriminazione razziale". L'amministrazione comunale, infatti, aveva prima stipulato una convenzione per assegnare le case ai rom e poi aveva fatto marcia indietro.

Il procuratore aggiunto di Milano ha poi risposto alle dichiarazioni del sindaco di Milano Letizia Moratti che ieri ha contestato la sentenza del tribunale civile. "Non si riesce a comprendere di quale invasioni di competenze si parla, posto che un giudice civile ha ritenuto che si debba dare esecuzione a una delibera adottata proprio dal Comune", ha commentato Spataro.  

"Vorrei ricordare – ha proseguito - che l'assegnazione delle case in questione alle 25 famiglie rom di via Triboniano fu frutto di una scelta dell'amministrazione comunale".

Dunque, secondo Spataro, "non si riesce a comprendere di quale invasione di competenze si parla", riguardo alla decisione del tribunale civile. Infine, ha concluso Spataro, "che il mutamento di posizione del Comune sia avvenuto nei termini descritti nell'ordinanza è stato oggetto di una precisa intervista rilasciata dal prefetto di Milano il 30 ottobre al Corriere della Sera e richiamata dal giudice civile Bichi". Il giudice nell'ordinanza aveva fatto riferimento a possibili ragioni di discriminazione razziale riguardo ai comportamenti omissivi del Comune e della Prefettura.

I prossimi passi del fascicolo appena aperto sulla vicenda dei rom a Milano saranno "la richiesta di informazioni e l'acquisizione di documenti alla Casa della Carità e in Prefettura". Lo ha precisato il Pm di Milano Armando Spataro aggiungendo che la sentenza civile, invece, è stata già acquisita. Riguardo al fascicolo aperto d'ufficio ora, ha proseguito Spataro, "la procura intende acquisire informazioni e documenti per ricostruire il completo iter della vicenda e pertanto stamani abbiamo avuto un incontro con gli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri (assistono i nomadi, ndr) e con Massimo Mapelli della Casa della Carità". Il procuratore ha precisato inoltre che "saranno richieste informazioni anche al prefetto di Milano, commissario straordinario dell'emergenza rom", che aveva siglato la convenzione sulle case Aler.

Il commento del vicesindaco.
  "Stupisce questo secondo intervento a gamba tesa. Spetta alla politica decidere i provvedimenti che riguardano l'amministrazione cittadina e non alla magistratura. Altrimenti conviene consegnare le chiavi della città ai giudici e ce ne andiamo tutti a casa", ha dichiarato Riccardo De Corato.

"E va detto – ha aggiunto De Corato - che non esiste una delibera che imponga la cessione di case ai rom. Il Comune ha solo concesso un affitto calmierato per 25 case Aler escluse dalla disciplina Erp e destinate a situazioni di fragilità sociale".

"La questione discriminazione razziale – ha concluso - é poi sconfessata a priori. Perché nel momento in cui il prefetto, che è commissario all'emergenza nomadi, adotta un progetto di riqualificazione e messa in sicurezza dei campi autorizzati, e che prevede tra l'altro accompagnamento all'autonomia abitativa dei rom, piano finanziato dal ministero dell'Interno con 13 milioni di euro, beh, questa è la prova provata che ci prendiamo a cuore del problema. Se fossimo razzisti, governo, prefetto, Comune, non avremmo scucito un euro".

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