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Cronaca

Precipita in una scarpata dopo le botte del marito: è omicidio

L'aveva picchiata fino a farla precipitare in una scarpata. È morta per le ferite riportate una giovane romena di 27 anni. Il marito adesso è indagato per omicidio preterintenzionale

Le botte del marito, la caduta da un terrapieno. E un fisico giovane ma indebolito dal freddo e dalle malattie. È morta per questo Monica C., una ragazza rumena di 27 anni che viveva in una baracca ai piedi del cavalcavia Bacula, periferia nord-ovest della città. È morta ieri mattina alle 5, uccisa da un’emorragia interna. Era entrata all’ospedale Sacco l'altro ieri sera, e all’inizio non sembrava in pericolo di vita. Ma nella notte le sue condizioni si sono aggravate.

Il marito, un 32enne rumeno che durante l’agonia della donna ha provato a fuggire, è stato bloccato da alcuni connazionali e consegnato alla polizia. Gli agenti lo hanno fermato per omicidio preterintenzionale. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe aggredito e picchiato Monica fino a farla precipitare in una scarpata vicino alla ferrovia.

A tre giorni dall’incendio che ha ucciso un ragazzino rom di 13 anni all’interno della sua baracca di via Caio Mario, periferia ovest della città, quest’altra storia si svolge sotto il ponte della Ghisolfa. È una zona in cui da anni rom e senzatetto trovano spazi per accamparsi, nonostante i periodici sgomberi sbandierati dal vicesindaco Riccardo De Corato.
  Il marito ha tentato di fuggire durante l'agonia della donna  

È d’altra parte uno spazio troppo ampio, troppo difficile da controllare, pieno com’è di dislivelli e di gallerie, di terrapieni e di anfratti. Una maglia di binari che si sollevano, si interrano e si sovrappongono da quattro direzioni diverse, mentre lì accanto, come una presenza inquieta, c’è l’immenso edificio fantasma delle ex Poste di piazzale Lugano. Un ambiente dove anche l’accesso non è facile: per recuperare il corpo ferito di Monica, ieri verso le 18, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco.

La ragazza era accasciata in fondo a una scarpata profonda un paio di metri, non lontano da via Francesco Ardissone, dove vive il gruppo di rom che ha chiamato i soccorsi. La donna non sembrava grave. All’ospedale è stata ricoverata in codice verde, quello che per i medici indica una “urgenza differibile”. Ma in poche ore la sua situazione è peggiorata. All’alba Monica ha smesso di vivere.
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