Via Cavezzali, sotto sgombero il "fortino" della droga, dell'abusivismo e del degrado

L'operazione di polizia, carabinieri e ghisa nelle prime ore di giovedì 5 aprile

Lo sgombero - Foto © Melley

E' inziato alle cinque di mattina del 5 aprile lo sgombero del palazzo di via Cavezzali 11, soprannominato il "fortino di via Padova". Ex residence, da molti anni l'edificio è "regno" del degrado, di occupazioni abusive, di spaccio di droga e di prostituzione. Diverse volte le forze dell'ordine sono intervenute per operazioni tampone, ma nella mattinata di giovedì 5 aprile polizia di Stato, carabinieri e agenti della locale hanno proceduto ad uno sgombero complessivo. Circa 70 persone sono state accompagnate in questura per le procedure d'identificazione.

Video: lo sgombero di via Cavezzali

L'autorità giudiziaria ha emesso l'ordine di liberazione degli alloggi occupati. Gli abusivi vengono allontanati d'intesa con i proprietari degli appartamenti, che dovranno poi provvedere alla messa in sicurezza.

Negli anni, spesso, la politica milanese ha affrontato il tema di come risolvere il degrado in via Cavezzali 11, un "buco nero" la cui sistemazione e risanamento sono all'ordine del giorno da tempo. Di recente, Sel aveva proposto il sequestro dello stabile, con intervento anche dell'Ats. Il presidente del Municipio 2, Samuele Piscina (Lega), si era detto d'accordo.

Nel 2018, un servizio delle Iene aveva dimostrato come è semplice ottenere in nero un appartamento in via Cavezzali anche dichiarando di essere affiliati a gruppi terroristici internazionali.

Video: il "fortino" dove si vive in nero (Le Iene)

«La riqualificazione dell'edificio passa prima di tutto dall'allontanamento dei delinquenti», commentano Samuele Piscina e Luca Lepore, leghisti, presidente e assessore alla sicurezza del Municipio 2: «Ora si dovrà garantire che gli alloggi sgomberati non vengano rioccupati. Successivamente avverrà una nuova asta per alcuni alloggi, sperando che si possa presto avere una proprietà onesta e ben definita in tutto lo stabile».

«Finalmente è stato liberato quel fortino d'illegalità», scrive in una nota Silvia Sardone, consigliera comunale e regionale di Forza Italia: «Sono molti i 'buchi neri' ancora presenti in città, perché a Palazzo Marino manca la volontà di farli restituire alla comunità, basta svoltare da via Cavezzali in via Esterle per trovarne uno».

«Uno sgombero atteso e programmato e ne avevamo parlato anche con prefettura e questura al tavolo la settimana scorsa», commenta il sindaco di Milano Giuseppe Sala: «Niente grandi annunci, niente clamore ma è il momento in cui bisogna fare di più. C'è anche l'aspettativa dei residenti dei quartieri di una nostra capacità di intervenire e così faremo».
   

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