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Caso Becciu, la manager Cecilia Marogna torna libera: "Non avrebbe dovuto essere arrestata"

La decisione della Cassazione

Non avrebbe dovuto essere arrestata, il 13 ottobre, la "dama del cardinale", ovvero la manager di 39 anni Cecilia Marogna poi tornata in libertà il 30 dello stesso mese (con obbligo di firma), nell'ambito dell'indagine di Città del Vaticano sull'ex cardinale Angelo Becciu, destituito il 24 settembre.

L'annullamento dell'arresto è stato disposto dalla Cassazione. Era stato compiuto su mandato di cattura del Vaticano per peculato e appropriazione indebita. La manager attualmente aveva l'obbligo di firma che, a questo punto, potrebbe decadere, così come il divieto di espatrio. A gennaio la Corte d'Appello deciderà invece sull'estradizione in Vaticano della donna. Un tema complesso perché tra i due Stati non sussistono specifici accordi bilaterali anche se da Oltretevere ritengono che l'estradizione sia possibile, visto che entrambi hanno aderito alla convenzione dell'Onu contro la corruzione.

I bonifici da 500mila euro

Nel mirino degli inquirenti vaticani sarebbero finiti bonifici per un totale di 500 mila euro che la donna avrebbe ricevuto dalla Santa Sede per operazioni segrete umanitarie in Asia e Africa, e che, quasi per la metà, sarebbero stati utilizzati per l'acquisto di borsette, cosmetici e altri beni di lusso. Tra l'altro, 12 mila euro sarebbero stati spesi da Poltrona Frau, 2.200 da Prada, 1.400 da Tod's, 8 mila da Chanel.

Chi è Ceciclia Marogna e cosa fa?

La 39enne manager cagliaritana avrebbe stretto relazioni con la Segreteria di Stato vaticana nel 2016, quando il cardinale Angelo Becciu era Sostituto per gli Affari generali - praticamente il numero tre nella gerarchia vaticana -, accreditandosi come esperta di relazioni diplomatiche e mediatrice nelle crisi internazionali.

In possesso di una lettera firmata da Becciu che la indicava come persona di sua fiducia, quella che la stampa ha già definito la "dama del cardinale" avrebbe beneficiato del denaro in diverse tranche fra il dicembre 2018 e il luglio dello scorso anno sul conto corrente della Logsic, la società slovena, con sede nella capitale Lubiana, di cui risulta amministratrice.

Versamenti tutti con causale "contributo per missione umanitaria". Peraltro, la stessa Logsic si sarebbe rivelata una società fantasma. Il caso Becciu, emanazione dell'inchiesta sull'acquisto da parte della Segreteria di Stato di un immobile di lusso in Sloane Avenue, a Londra, è esploso con la recente udienza-shock in cui il Papa ha privato il 72enne presule sardo della carica di prefetto per le cause dei Santi e dei diritti connessi al cardinalato.

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