Centro Aiuto alla Vita: crescono donne e bambini assistiti. E forse verrà aperto un centro a Mosca

Le attività e il bilancio della struttura della Mangiagalli fondata da Paola Bonzi

Un colloquio al Cav Mangiagalli (Fonte: Cav)

Si è chiusa con l’approvazione di un bilancio 2016 “non solo positivo, ma molto incoraggiante", secondo la Fondatrice Paola Marozzi Bonzi, l’Assemblea Soci del Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli il 27 aprile 2017.

"L’aumento di budget - spiega Bonzi - è stato frutto della solidarietà di Esselunga che ha permesso di far convertire i Punti Fìdaty accumulati dai consumatori in denaro per sostenere le donne e le famiglie in difficoltà nell’accettare una nuova vita. Non solo: Esselunga ha poi raddoppiato le entrate con una donazione diretta".

"Così nel 2016 il Centro Aiuto alla Vita ha avuto in carico 2.528 mamme, di cui 1.687 nuovi utenti e 841 casi di prosecuzione di gravidanza e donne che hanno partorito nel 2015, perché l'aiuto continua fino al primo anno di vita del bimbo. Sempre nel corso del 2016 sono nati 1.098 bambini. Tuttavia - prosegue la Fondatrice -, nella sua missione di aiutare le mamme e le coppie in attesa di un figlio in situazioni difficili il Centro Aiuto alla Vita non ha alcuna sovvenzione statale, pertanto siamo sempre in affanno".

A giugno saranno esaurite le donazioni e si tratta del periodo in cui aumentano le richieste, con i servizi sociali sospesi o in riduzione. Di qui l'appello nel 5x1000 da parte dei contribuenti che condividono il lavoro del Centro. 

Negli ultimi 3 anni si è registrato un progressivo incremento di richieste: particolarmente significativo l’aumento dei sussidi economici erogati che passano da € 224.713 del 2013 a € 263.782 del 2016 e di erogazioni in beni materiali, che passano da €137.405 del 2013 a € 153.212 nel 2016, segno che la povertà a Milano è in aumento. Rilevante risulta anche l’incremento numerico dei beneficiari di pannolini, da 1.428 a 2.196 bambini, e di sussidi economici: da 250 a 349 beneficiari nel triennio 2013-2016.

Il bisogno riguarda in particolare gli stranieri. D'altra parte a fronte del progressivo calo della popolazione residente nel nostro Paese (6.250 persone al mese in meno dal 2017 al 2045), cresce il numero dei migranti provenienti da Africa, America Centrale e Medio Oriente. E a Milano arrivano anche tanti giovani dal Sud Italia, dove il lavoro tenderà sempre più ad essere un miraggio.

E c'è anche bisogno di volontari. Nel 2016 l’associazione ha potuto contare su 87 soci, con 62 volontari attivi, insufficienti per un servizio aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00. Chi vuole aiutare può impegnarsi a fornire la spesa di alimenti freschi (circa 100 euro al mese sono sufficienti) che si può ordinare on line e far consegnare direttamente dal supermercato a una mamma.

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Il Centro, comunque, guarda al futuro e anche all'estero. Nel 2017 sono stati avviati contatti che potrebbero portare a costituire il primo Centro di Aiuto alla Vita a Mosca, la capitale della Federazione Russa, dove l'aborto è in crescita e la Chiesa Ortodossa locale se ne sta occupando. Quattro professioniste, insieme a Paola Marozzi Bonzi, sono già andate a Mosca invitate dal Patriarcato Ortodosso e dall'Associazione Russia Cristiana.

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