Cronaca

Istituto Tumori, si dibatte sullo spostamento: favorevoli e contrari

Per De Leo, il presidente, è scontato il vantaggio di spostare l'istituto insieme al Besta: piattaforma tecnologica comune e vicinanza con un ospedale. Ma a Città Studi non vogliono che l'istituto vada via

L'Istituto dei Tumori - oggi a Città Studi

Giuseppe De Leo, presidente dell'Istituto nazionale dei Tumori, è sicuro: "L'importante è arrivare in fretta a una decisione". Il tema è la "Città della salute", che doveva sorgere presso il Sacco e ora, invece, è in cerca di un posto.

De Leo sembra escludere solo due ipotesi: che l'istituto resti dov'è e che sorga vicino al Cerba, il futuro centro di ricerca nei piani di Umberto Veronesi. Per il resto, Milano o Sesto è uguale. Due infatti sono le aree tra cui le autorità sceglieranno: l'ex caserma di piazza Perrucchetti o l'ex Falck di Sesto.

In entrambi i casi verrebbe mantenuto il principio di affiancare i due istituti (Int e Besta) a un ospedale generalista: nel primo caso il San Carlo, nel secondo il San Gerardo di Monza e l'ospedale di Sesto. Il vantaggio di Istituto Tumori e Besta insieme, per condividere una piattaforma tecnologica comune, è dato per scontato da De Leo.

Non così scontata la reazione di alcuni cittadini di Città Studi, che non vorrebbero lo spostamento e che, per martedì alle 18, hanno organizzato un presidio al Tumori.

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