Cronaca Bicocca / Viale Piero e Alberto Pirelli

Il Dalai Lama agli studenti: "Il mondo è vostro, violenze di oggi dagli errori di ieri"

L'incontro agli Arcimboldi con gli studenti della Bicocca. E Milano conferisce al Dalai Lama la cittadinanza onoraria nonostante le proteste della Cina (e dei cinesi che vivono in città)

Bertolè col Dalai Lama (foto di Abdallah Kabakebbji, Fb)

E' toccato a Lamberto Bertolè, presidente del consiglio comunale, conferire al Dalai Lama Tenzin Gyatso la cittadinanza onoraria di Milano. Come già annunciato, la cerimonia è avvenuta al teatro degli Arcimboldi nel pomeriggio del 20 ottobre, durante l'incontro con gli studenti dell'Università della Bicocca. «Lei - ha affermato Bertolè - è un punto di riferimento per il suo impegno a favore del dialogo tra i popoli, le religioni, gli scienziati, i filosofi e i teologi, e soprattutto per la libertà e la pace».

Il Dalai Lama, consegnando a Bertolè la "Sciarpa della Tradizione", ha ringraziato e ha scherzato: «Accetto con piacere, ma vorrei sapere ora quali sono i miei diritti e i miei doveri, sottolineando che mi piacciono soprattutto i diritti».

All'incontro erano presenti circa 1.800 studenti. Nel suo discorso, il quattordicesimo Dalai Lama ha parlato del ruolo dei giovani (e dell'istruzione) nel futuro dell'umanità, ma anche dei grandi problemi ecologici nel mondo odierno, senza dimenticare il dialogo interreligioso. «Il Ventesimo secolo è passato e ora è il vostro turno. Voi avete davvero la possibilità e la responsabilità di creare un mondo migliore, non per rispondere ad un precetto morale, ma nel vostro stesso interesse».

Alla domanda, di due studentesse, se esiste una 'giusta' filosofia di vita, il Dalai Lama ha risposto di sì: «E questo modo di vivere consiste nel pensare di essere uno dei sette miliardi di individui che popolano questo pianeta. Siamo tutti uguali, abbiamo tutti dei problemi. Voi avete i vostri e io ho i miei, ma la mia mente è calma. Quindi vado in giro per il mondo e sorrido a tutti, e se qualcuno non ricambia, allora gli faccio il solletico!».

«Sarà possibile un giorno vivere realmente in un mondo di pace?», ha domandato una studentessa di psicologia. «Dobbiamo essere ottimisti - ha replicato il Dalai Lama, che è anche Premio Nobel per la Pace - e ci sono segnali di miglioramento rispetto al secolo scorso, quando le guerre fra gli Stati vicini venivano dichiarate con una frequenza allarmante. Non è possibile risolvere i conflitti con altri conflitti. Le violenze di oggi derivano da errori di ieri, del secolo passato, e dalla distinzione erronea, quasi ossessiva, fra “noi” e “gli altri”: il sistema educativo potrebbe avere un grande ruolo nell’intervenire su questo problema e rendere le persone più consapevoli».

E mentre il Dalai Lama pronunciava queste parole, fuori dagli Arcimboldi la "comunità cinese di Milano" protestava per la cittadinanza onoraria asserendo che Tenzin Gyatso sia una «personalità più politica che religiosa», e l'ambasciata cinese in Italia in questi giorni ha parlato di gesto «offensivo». Il Dalai Lama avrà fatto un ideale «solletico» anche a loro.

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