Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Gli spacciatori arrestati dopo la morte di Claudio, 25enne precipitato da un 6° piano

Uno dei pusher, un cittadino marocchino, è ancora ricercato

Due spacciatori in carcere, uno ricercato e una quarta persona con l’obbligo di presentarsi davanti alla polizia giudiziaria. Poi un quinto uomo, il 25enne Claudio Romanoni, morto dopo essere precipitato da un sesto piano il 5 agosto 2020. Aveva assunto cocaina comprata dal gruppetto. Sono i protagonisti attorno ai quali ruota l’indagine dei carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di San Donato Milanese che si è conclusa nella mattinata di venerdì 4 giugno.

Le indagini dopo la morte di Claudio Romanoni

Tutto comincia con il decesso di Romanoni. Il ragazzo, residente a Segrate, dopo avere trascorso la mattina nell’appartamento di un suo amico in via Monzese a Segrate, è precipitato dal sesto piano dello stabile condominiale. Dagli accertamenti eseguiti e dal sopralluogo tecnico scientifico effettuato con la SIS di Milano, nonché dall’esame autoptico del corpo, si è potuto acclarare che il giovane, mentre era in procinto di scavalcare il balcone dell’appartamento per entrare nel pianerottolo del ballatoio ammezzato, aveva perso l’equilibrio. Un evento favorito dal fatto che la vittima avesse assunto della sostanza stupefacente, che i militari descrivono come di pessima qualità. Droga ceduta da un pusher locale.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, procuratore Piero Basilone, hanno permesso di risalire al pusher, un italiano di 40 anni, che la notte del 5 agosto, intorno alle del mattino, aveva venduto la dose di cocaina al Romanoni. La conseguente attività investigativa, condotta attraverso intercettazioni telefoniche e numerosi pedinamenti, ha consentito di far emergere l’esistenza di un gruppo criminale che gestiva una fruttuosa piazza di spaccio di cocaina nei comuni di Segrate, Peschiera Borromeo, Pioltello e Cernusco sul Naviglio, stabilmente inserito nel territorio e ben organizzato, capace di commercializzare lo stupefacente nelle pubbliche vie in modo tutt’altro che episodico.

Uno degli spacciatori è ancora ricercato

Il gruppo agiva seguendo una precisa organizzazione diretta da un cittadino straniero, vero gestore della piazza di spaccio che si occupava anche del confezionamento e custodia della sostanza. Gli altri due pusher, il 40enne e un 38enne, oltre a consegnare stupefacenti, coadiuvavano lo straniero sotto il profilo logistico fungendo da vedette per segnalare la presenza di forze dell’ordine nella zona e rifornendo lui e altri magrebini, appostati nei campi, di cibo, bevande, sigarette e altri generi di consumo. 

L’altro spacciatore italiano, un 41enne, sottoposto alla presentazione alla polizia giudiziaria, ha avuto un rapporto di collaborazione con gli altri membri fornendo contatti e concorrendo in alcune cessioni di sostanza stupefacente. Durante le indagini si è avuto modo di apprendere che molti acquirenti si lamentavano della pessima qualità dello stupefacente.

I due pusher italiani sono stati portati al carcere di Milano San Vittore, il 41enne è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia e obbligo di dimora nel comune di Senago, mentre lo straniero si è attualmente ricercato.
 

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