Musica, balli e saluti romani: le immagini dal concerto di Milano per i 100 anni del fascismo

Sabato sera in via Toffetti il concerto "segreto" degli ZetaZeroAlfa, band di Casapound

Il concerto - Foto dai social

Tante teste rasate, come prevede il "codice". Tante, tantissime braccia tese. E tante magliette con i motti del Ventennio. Eccole le polaroid del concerto "segreto" che gli ZetaZeroAlfa - band il cui frontman è Gianluca Iannone di Casapound - hanno tenuto sabato sera a Milano

L'evento - che la prefettura aveva, inutilmente, cercato di vietare - alla fine si è svolto. A ospitare il gruppo e qualche migliaio di spettatori - che hanno scoperto la location soltanto alla fine - è stato il solito capannone di via Toffetti, lo stesso nel quale a novembre 2015 era stato organizzato "L'hammerfest", la festa per il "Ventennio" - così lo avevano chiamato - degli Hammerskin

Anche sabato sera da celebrare c'era un ventennio, almeno sulla carta. Perché il concerto doveva servire per ricordare i venti anni di attività degli ZetaZeroAlfa, ma la data scelta è stata proprio quella in cui cadeva il centenario della fondazione, avvenuta in piazza San Sepolcro a Milano, dei Fasci italiani di combattimento. 

E infatti nelle tante foto che si rincorrono sui social - "adunata" l'hashtag più utilizzato - si legge sempre la stessa frase: "Abbiamo cento anni, ma ce ne sentiamo venti", un chiarissimo rimando al centenario del fascismo e ai venti anni della band del fondatore di Casapound. 

I cancelli aperti alle 19.19

E di rimando ce n'era anche un altro. I cancelli per la festa sono stati aperti alle 19.19, proprio l'anno in cui - il 1919 - nascevano i gruppi di lotta voluti da Benito Mussolini. Sul palco da quel momento, stando alla scaletta, si sono susseguiti Ultima frontiera, Fantasmi del passato, Spqr e quindi gli ZetaZeroAlfa. 

I migliaia di presenti - arrivati con i pullman dall'Italia e anche dall'estero, tutti o quasi con addosso una maglietta del gruppo - hanno cantato, ballato e in più di un'occasione "improvvisato" qualche saluto romano, ma fortunatamente - va detto - non si sono registrati problemi di ordine pubblico. 

Il sabato nero di Milano

Così come problemi non si erano verificati neanche al mattino. Sì perché il "sabato nero" di Milano era cominciato presto, con la discesa in piazza delle associazioni di sinistra a difesa del cimitero Monumentale, dove - verso le 13 - si sono presentati oltre cento "nostalgici" di estrema destra

I manifestanti si sono recati alla cripta fatta costruire proprio da Mussolini nel 1925 e lì hanno letto i nomi dei "camerati caduti". Poi, hanno deposto una rosa e sono andati via. 

Pronti. #zetazeroalfa

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