Cronaca

Abusiva Aler da 13 anni: affidamento in prova, ma nella casa occupata

Un cortocircuito spezzato dal ricorso della procura di Milano

Vicenda giudiziaria curiosa

Condannata per occupazione abusiva di un alloggio Aler e messa in prova nell'alloggio che occupa abusivamente. Un cortocircuito che ora è stato rimediato con un provvedimento del tribunale di sorveglianza. La storia viene raccontata dal Corriere e vede protagonista una donna di poco più di 40 anni che, nel 2014, è stata condannata a un mese di reclusione per avere occupato un appartamento dell'Aler per 13 anni.

L'11 maggio 2016 il tribunale di sorveglianza accoglie inizialmente la richiesta di trasformare la pena dal carcere alla messa in prova. Ma per l'affidamento in prova occorre che il condannato abbia un luogo specifico. E quel luogo viene individuato proprio nell'appartamento occupato abusivamente, che è anche la causa della condanna.

Inevitabile il ricorso della procura, accolto da un altro magistrato del tribunale di sorveglianza. La situazione sarebbe stata paradossale: la misura alternativa al carcere ha senso, nell'ordinamento italiano, se contribuisce al principio costituzionale della rieducazione e della non recidiva, il che sarebbe stato invece automatico condannado la donna a continuare a vivere nella casa occupata.

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