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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Corso Magenta

Furto alla gioielleria "Casa Damiani", condannati i rapinatori

Ieri sono state emesse quattro condanne fino a 13 anni e un'assoluzione per la rapina del 24 febbraio del 2008 alla gioielleria "Casa Damiani" di corso Magenta. I ladri avevano portato via un bottino di 16 milioni di euro

Quattro condanne fino a 13 anni di reclusione e una assoluzione. Si è concluso così il processo milanese per la clamorosa rapina del 24 febbraio 2008 alla gioielleria "Casa Damiani" di corso Magenta, realizzata con la tecnica del "buco", scavando una via di passaggio nelle cantine di un palazzo adiacente, per un bottino da circa 16 milioni di euro.

I cinque imputati, considerati dagli investigatori vicini ad ambienti di Cosa Nostra, vennero arrestati, insieme ad altri, nel dicembre 2008, dopo dieci mesi di indagini, condotte dalla squadra mobile e coordinate dal procuratore aggiunto di Milano, Alberto Nobili. 'Incastrati' anche grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza che avevano ripreso parte della targa del furgone utilizzato per compiere la rapina.

La banda aveva creato un buco nelle cantine di un edificio vicino alla "maison del gioiello", una delle più blasonate e conosciute al mondo, aveva legato i dipendenti con dei laccetti e, senza armi, si era portata via 16 milioni in gioielli che non vennero mai ritrovati. Un colpo che aveva fatto tornare alla mente la rapina della 'banda delle tute blu' a un furgone portavalori in via Osoppo, il 27 aprile '58, per un bottino di 590 milioni di lire dell'epoca. A dare un impulso decisivo all'inchiesta sulla rapina Damiani, furono anche le dichiarazioni di una romena, che oggi vive sotto protezione.

"Casa Damiani", assistita dall'avvocato Marcello Bana, ha ottenuto la condanna al risarcimento a carico degli imputati da stabilire in sede civile e una provvisionale da 30 mila euro. Il pm Letizia Mannella aveva chiesto per tutti una condanna a 18 anni. Ieri i giudici della prima sezione hanno condannato Michele Stagno a 13 anni, Francesco 'Franco' Scaglione, palermitano e ritenuto dagli investigatori vicino al latitante di Cosa Nostra Giovanni Nicchi, a 11 anni e 10 mesi. Stessa pena per Francesco Di Figlia, mentre per Gaetano Sanzo 10 anni e 4 mesi. Assolto, invece, Giuseppe Romeo. Altri due imputati erano stati condannati in abbreviato a pene fino a 10 anni.

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