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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Città Studi / Via Privata Ettore Paladini

Saluti romani per Ramelli: "Pericolo di raccolta di adesioni per ricostruire il partito fascista"

A settembre 5 condannati per la marcia per Ramelli dell'aprile 2019. Ecco le motivazioni

L'obiettivo era chiaro, lampante: "Provocare adesioni e consensi" e "concorrere alla diffusione di concezioni favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste". Sono le parole messe nero su bianco dal Gup di Milano, Manuela Cannavale, nelle motivazioni delle condanne per il "lunedì nero di Milano", quel 29 aprile del 2019 in cui la commemorazione per Sergio Ramelli - lo studente ucciso nel 1975 sotto casa sua durante un agguato teso da militanti della sinistra extraparlamentare - era stata caratterizzata da scontri con la polizia e i classici saluti romani

A settembre scorso sono arrivate le condanne a 1 mese e 10 giorni di carcere per cinque imputati, accusati di apologia del fascismo. Tra loro anche Gianluca Iannone, leader di CasaPound Italia e tra i primi a essere identificato, e Francesco Polacchi, editore di "Altaforte" - la società che ha pubblicato il libro di Matteo Salvini - e anche lui volto noto di CasaPound. 

Con "la chiamata al presente e il saluto romano" le "tre realtà associative della estrema destra extra parlamentare, CasaPound, Lealtà e Azione e Forza Nuova" hanno voluto "celebrare in modo statico e orgoglioso il disciolto partito fascista", si legge nelle motivazioni della sentenza, arrivata con il rito abbreviato da parte del giudice, che ha anche disposto il rinvio a giudizio per altri 24 imputati nell'inchiesta della Digos, coordinata dai pm Alberto Nobili e Enrico Pavone. 

Scrive il Gup che nel 2019 "mai come in precedenza, può apprezzarsi proprio uno stacco, anche di luogo e di tempo, tra la prima parte della manifestazione, quella autorizzata, nella quale si è commemorato il defunto e la seconda parte della manifestazione, posta in essere al solo scopo di eseguire riti e gesti tipici del disciolto partito fascista, di evocare i tempi del fascismo, con grandissima partecipazione emotiva da parte di tutti i manifestanti" allo scopo "di provocare adesioni e consensi e di concorrere alla diffusione di concezioni favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste". 

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