Cronaca

Smog, è ancora allarme: martedì scatta il blocco per i mezzi inquinanti e domenica tutti a piedi

Se la situazione non migliorerà: blocco per tutti in centro e obbligo di abbassare le temperature delle case. I verdi: "Interventi inefficaci". Salvini (Lega): "Targhe alterne per tutto febbraio"

Sono ormai 9 giorni che a Milano è allarme smog. Il Comune di Milano per cercare di ridurre i livelli di polveri sottili nell'aria torna a giocare la carta del blocco domenicale della circolazione e delle limitazioni al traffico anche nei giorni feriali. Il blocco alla circolazione per i mezzi più inquinanti e il blocco per tutti la domenica successiva scatterà al dodicesimo giorno di fila di  Pm10 oltre la soglia. La prima fase dell'iniziativa partirà dunque da martedì.

Nel caso poi la serie di giornate con il bollino rosso per lo smog arriverà a quota 18, il traffico in centro sarà vietato a tutti i veicoli normalmente sottoposti al pagamento del ticket antismog e sarà introdotto l'obbligo di abbassare a 19 gradi la temperatura delle abitazioni per un massimo di 13 ore giornaliere di funzionamento delle caldaie. Queste misure emergenziali rimarranno in vigore finché i livelli di Pm10 non rientreranno nei livelli di guardia per tre giorni consecutivi.

Per cercare di informare più cittadini possibili sulle restrizioni al traffico ed evitare che ricevano delle sanzioni il Comune di Milano ha chiesto alla Rai di garantire sia nella rete regionale sia in quelle nazionali il massimo di diffusione ai nuovi provvedimenti sulla circolazione. "Assieme al sindaco Letizia Moratti - ha rivelato il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato - abbiamo scritto una lettera al direttore generale Mauro Masi e al vicedirettore Antonio Marano affinché il servizio pubblico dia il massimo di informazioni sui provvedimenti che Milano ha adottato contro lo smog". Il Comune ha comunque già predisposto una campagna di informazioni di servizio in tutta la città.

Il sindaco di Milano Letizia Moratti inoltre ha annunciato che chiederà al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni l'apertura di un tavolo per studiare misure di intervento contro l'inquinamento estese almeno a tutta l'area metropolitana.

"Il mio obiettivo - ha rivelato Letizia Moratti, a margine di una conferenza stampa - è quello di parlare con il presidente Formigoni perché sarebbe positivo avere misure che vanno oltre la città di Milano, visto che non è solo il traffico a generare inquinamento, ma ci sono altre fonti come le industrie che non sono localizzate nella città e l'agricoltura. Per questo motivo abbiamo ritenuto di chiedere a Formigoni un tavolo per poter approfondire eventuali altre misure che il presidente riterrà opportune".

Critiche  le associaziazioni ambientaliste.  Il piano per l'emergenza smog lanciato dal sindaco Letizia Moratti sarebbe inefficace. Secondo l'esponente dei Verdi Enrico Fedrighini gli interventi scelti sarebbero "timidi, confusi e cattivi". "Le misure annunciate oggi dall'amministrazione comunale per tentare di contrastare l'emergenza smog, hanno la possibilità di raggiungere realisticamente un solo obiettivo: incamerare soldi attraverso le multe. Servirebbero interventi immediati perché i rischi per la salute umana, specie per bambini e anziani o malati, sono qui e ora, non fra 12 o 18 giorni".

L'ex assessore Croci. Non si è mostrato tenero nemmeno l'ex assessore alla Mobilità Edoardo Croci che, dopo il suo allontanamento dalla Giunta Moratti, ha promosso proprio con Fedrighini cinque referendum ambientalisti.

"I blocchi domenicali - ha osservato l'ex assessore - fanno parte di una generazione di strumenti passata per il loro modesto effetto". E sulla stessa lunghezza d'onda si è espressa anche Legambiente. "Chiedere le domeniche a piedi e la limitazione del traffico proprio quando il Pm10 è in discesa è come chiudere la porta quando i buoi sono scappati - ha osservato il vicedirettore Andrea Poggio - sarebbe meglio che il Sindaco andasse in Consiglio a chiedere la nomina del collegio dei garanti, in modo che il referendum sull'ambiente si possa svolgere in contemporanea con le elezioni amministrative".

La Lega Nord. L'eurodeputato Matteo Salvini del Carroccio ha suggerito come misura tampone la circolazione a targhe alterne per l'intero mese di febbraio. "Se di emergenza si parla - ha affermato Salvini - e visto che la salute viene prima di ogni altra cosa, meglio che per tutto il mese di febbraio si circoli a targhe alterne. Se lo annunciamo adesso, i milanesi e chi viene da fuori per lavoro avranno il tempo per organizzarsi e non li costringeremo a tenere in mano il tabellino per sapere se possono circolare oppure no". Salvini contesta soprattutto il meccanismo un po' complicato, articolato su due fasi successive di allarme, con cui è stato costruito il piano milanese per l'emergenza smog e il ricorso alle domeniche a piedi. "Le domeniche a piedi - ha aggiunto Salvini - non sono utili alla salute, possono al massimo avere un valore educativo. Visto che però la Lega Nord non è il partito dell'auto, ribadiamo ancora una volta che a prescindere dell'emergenza smog il centro di Milano dovrebbe essere chiuso al traffico una volta per tutte".

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