Cronaca

Smog, è allarme da 20 giorni: probabile nuovo stop domenica

Il Pm10 è oltre la soglia ormai da 20 giorni. Il 6 febbraio quasi certamente si annuncia un nuovo stop al traffico. La Moratti: "Sarà più flessibile". I commercianti: "Rischiamo crisi, rivedere divieti"

Nonostante il blocco al traffico di domenica scorsa la qualità dell'aria di Milano non migliora. Si fa sempre più probabile una nuova domenica a piedi per il prossimo 6 febbraio. La serie di giorni fuori legge, con il Pm10 oltre la soglia di tolleranza di 50 microgrammi per metrocubo, è arrivata a quota 20. E visto che i bollettini meteo non danno piogge in arrivo, gli automatismi del piano per l'emergenza inquinamento firmato dal sindaco Letizia Moratti rendono ormai inevitabile un'intera settimana con i nuovi divieti alla circolazione in centro e quasi scontato un nuovo blocco domenicale.

IL PROBABILE STOP DI DOMENICA 6 FEBBRAIO.
Memore delle critiche ricevute nei giorni scorsi e dell' isolamento in cui è stata lasciata dai sindaci dell'hinterland e dalla Regione, Letizia Moratti ha già annunciato che il prossimo stop domenicale sarà meno rigido di quello di ieri, almeno per quel che riguarda gli orari.

"Resta l'automatismo del piano - ha osservato il sindaco - ma ci sono tanti modi per attuarlo. Si possono stabilire orari diversi, ci sono deroghe che possono essere date. Certo c'é un automatismo ma con una dovuta flessibilità".

LA FASE DUE DEL PIANO ANTI-SMOG
. Intanto da ieri è scattata la fase due del piano per l'emergenza smog che impone ai cittadini di abbassare la temperatura dei termosifoni da 20 a 19 gradi e vieta la circolazione in centro dalle 7,30 alle 19,30 a tutte le vetture che normalmente pagano Ecopass, il pedaggio antismog. Anche se i veicoli interessati sono solo solo il 18% e, grazie anche alle deroghe concesse, oltre il 55% dei mezzi commerciali hanno potuto circolare, le associazioni del negozianti insistono per un ammorbidimento dei divieti. "

CRITICI I COMMERCIANTI. “Così come l'amministrazione è ferma su provvedimenti che derivano anche da un'infrazione comunitaria sullo smog - ha affermato il delegato dell'Unione del Commercio Simonpaolo Buongiardino - altrettanto noi abbiamo il dovere di segnalare le difficoltà del settore commerciale per evitare che a breve cittadini e turisti trovino negozi con gli scaffali vuoti".

Per evitare che la crisi diventi insostenibile l'Unione del Commercio chiederà al Comune di Milano, in un incontro già fissato per mercoledì, di rivedere i divieti alla circolazione inseriti nella fase due del piano antismog di Milano. "Al momento i nostri operatori stanno resistendo - ha osservato Simonpaolo Buongiardino, dell'Unione del Commercio - anche perché nessuno di noi si nasconde i problemi legati alla qualità dell'aria che respiriamo. Tuttavia davanti a una situazione per la quale non sono preventivabili miglioramenti nell'immediato, occorre trovare una soluzione perché tutto il sistema commerciale non vada in crisi".

Fin da subito i commercianti di Milano hanno contestato la durezza di un provvedimento che, nonostante le deroghe e i permessi, impedisce la circolazione nel centro della città a tutti i veicoli che normalmente pagano Ecopass. E dopo il primo giorno dei nuovi divieti hanno già elaborato due proposte da sottoporre all'amministrazione: o l'aumento dei permessi d'accesso oppure l'apertura di una finestra oraria nell'arco della giornata per consentire il carico e scarico delle merci. "Così come l'amministrazione è ferma su provvedimenti che discendono anche dall'infrazione comunitaria sull'inquinamento - ha aggiunto Buongiardino - altrettanto noi abbiamo il dovere di segnalare i disagi del sistema commerciale, tenendo ben presente che queste difficoltà avranno ripercussioni su cittadini e turisti quando si troveranno i negozi con gli scaffali vuoti".


GLI ECOLOGISTI.
Sul fronte opposto gli ecologisti hanno invece invocato misure più incisive contro lo smog e il traffico e il Codacons, denunciando presunti ingorghi attorno al centro per via dei nuovi divieti, ha suggerito l'immediato blocco della circolazione. "Mentre Milano si muove e mette in atto misure strutturali - ha ribattuto il vicesindaco Riccardo De Corato - altre città più inquinate di Milano, da Torino a Napoli ad Ancona, restano ferme al palo. Ma sul loro immobilismo il centrosinistra tace".

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