Cronaca

Controllore accoltellato: le reazioni e lo sciopero dei sindacati

Cinque minuti di blocco il 19 luglio, vero sciopero il 24

Controllore accoltellato (Repertorio)

Sta bene ed è stato dimesso il controllore aggredito con una coltellata la mattina del 19 luglio su un convoglio tra Piacenza e Milano e portato in ospedale a Lodi. La gravità dell'episodio ha comunque scatenato forti polemiche. I primi a protestare sono stati i sindacati, che hanno indetto uno sciopero simbolico per il pomeriggio del 19 luglio e una vera e propria giornata di scioper per lunedì 24 luglio.

Per cinque minuti, dalle 17 alle 17.05 dello stesso 19 luglio, tutto il personale ferroviario si fermerà simbolicamente per mettere in luce la situazione. Tutte le sigle sindacali sono d'accordo. Si prospetta, poi, un vero e proprio sciopero dalle 9 alle 17 di lunedì 24 luglio che coinvolgerà macchinisti, controllori e addetti alle biglietterie.

Controllore accoltellato sul treno: reazioni politiche

Immediata la polemica politica. Lega Nord e Fratelli d'Italia parlano di «situazione fuori controllo». Il segretario lombardo del Carroccio, Paolo Grimoldi, punta il dito sui migranti e afferma che «siamo in piena emergenza sicurezza, il ministro degli Interni continua a scaricare sulla Lombardia migliaia di immigrati senza compensare con aumenti di uomini, mezzi e risorse per garantire la sicurezza e monitorare il territorio».

Riccardo De Corato, consigliere regionale di Fdi, chiede soldati o guardie armate sui convogli ferroviari e - anche lui - evidenzia che «ci sono immigrati che si aggirano senza controlli e armati». E Alessandro Sorte, assessore regionale alla mobilità (Forza Italia), ribadisce la richiesta di presidi militari e incremento di personale per la polizia ferroviaria.

«Il presidente Roberto Maroni è incapace di garantire sicurezza», attacca Iolanda Nanni del Movimento 5 Stelle. «I treni lombardi sono diventati un far west. Non è più tollerabile che lavoratori, pendolari e viaggiatori rischino la vita in un clima di terrore con il timore di eventi fatali». Per Nanni, la Regione ha «sprecato milioni di euro per assumere steward, spacciati come guardie giurate».

Il Movimento 5 Stelle chiede un "piano di prevenzione a terra", «per impedire ai delinquenti di salire sui treni e sostare nelle stazioni. Basterebbe - spiega Nanni - un'azione coordinata fra Regione Lombardia, Trenord e Rfi».

Controllore accoltellato: che cos'è successo

L'aggressione è avvenuta verso le sette e mezza di mattina all'altezza di Santo Stefano Lodigiano. Il controllore ha notato un uomo tra un vagone e l'altro, intento a cercare di non farsi vedere. Gli ha chiesto il biglietto e per tutta risposta l'uomo ha estratto un coltello per colpirlo all'addome. Il controllore, d'istinto, ha alzato la mano per parare il colpo e si è visto il coltello conficcato, con la mano trapassata dall'arma. 

Immediatamente dopo, l'uomo ha azionato l'apertura delle porte (il treno stava arrivando nella stazione di Santo Stefano) ed è scappato. Secondo quanto riferito, è di origini africane, alto e magro, con un paio di jeans ed una maglietta a colori vivaci.

Precedenti: il capotreno assalito col machete

Fece molto scalpore, a giugno 2015, l'episodio dei due ferrovieri aggrediti a colpi di machete a bordo di un treno all'altezza di Villapizzone. In quella occasione furono poi arrestati tre giovani sudamericani appartenenti alla "gang" MS13. 

Condannati in primo grado a pene dagli undici anni e quattro mesi ai sedici anni, i tre giovani si sono visti ridurre l'entità delle condanne (di circa due anni a testa) in Appello: i giudici del secondo grado, nel gennaio del 2017, hanno stabilito che non sussiste l'aggravante dei futili motivi.

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