Corona 'esplode' contro un agente: "Si propose come infiltrato contro un calciatore"

L'agente è responsabile della Sezione Reati contro il patrimonio della Squadra Mobile

Corona

“Il testimone deve dire la verità. Non può venire qui a mentire”. E' questo il duro atto d'accusa di Fabrizio Corona contro l'agente Luca Izzo in aula. Dopo la sfuriata, arrabbiato, dà un pugno sul tavolo e un calcio alla sedia. E ancora, scattando sul banco degli imputati con la voce rotta da un mix di commozione e rabbia: “Non posso ascoltare un rappresentate della Polizia di Stato continuare a dire cose del genere. Come fa a non ricordare cose fatte un mese fa?”.

Izzo, responsabile della Sezione Reati contro il patrimonio della Squadra Mobile di Milano, ascoltato giovedì come testimone nel processo milanese che vede l’ex fotografo dei vip imputato per la vicenda del cosiddetto “tesoretto”: quasi 2,6 milioni di euro tra i soldi in contanti (1,7 milioni) trovati nascosti nel controsoffitto dell’abitazione della sua storica collaboratrice Francesca Persi e quelli (circa 860 mila euro) costoditi in due cassette di sicurezza di una banca di Innsbruk, in Austria.

Izzo è il poliziotto che il 16 agosto scorso raccolse la denuncia di Corona sulla bomba carta scoppiata nella notte precedente davanti alla sua abitazione milanese di Via de Cristoforis, quella che poi sarebbe stata sequestrata dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano. Fu lui a condurre le indagini sulla presunta tentata estorsione del calciatore Giuseppe Sculli a danno dello stesso Corona. L'agente ha raccontato ai giudici che Corona si "propose a noi come infiltrato" contro il calciatore.

E sempre Izzo era presente anche alla deposizione resa da Persi e Corona l’8 settembre scorso, all’indomani del ritrovamento dei soldi nascosti nel controsoffitto di casa Persi. Quel giorno Corona entrò in Questura come persona offesa e nè uscì denunciato per intestazione fittizia dei beni. Nel verbale di sommarie informazioni testimoniali di quel giorno non si fa riferimento a domande relative ai soldi nel controsoffitto, ma soltanto ai presunti rapporti intrattenuti dall’ex fotografo con personaggi legati alla ‘ndrangheta calabrese. 

Il che è un’anomalia, secondo l’avvocato Chiesa, che ha chiesto al testimone se l’argomento fosse stato affrontato in quell’occasione. “Sinceramente non ricordo se si sia parlato dei soldi”, è stata la risposta del poliziotto. “Ma come? Sono stati trovati dei soldi in contanti a casa di Persi, la convocate in Questura e lei afferma che sono soldi di Corona. Allora mi pregate di chiamare Corona che a sua volta si presenta in Questura e nessuno chiede gli conto di quella somma?”, ha incalzato l’avvocato Chiesa mentre Corona, seduto al suo fianco, si mostrava nervoso e stizzito. “Questo verbale di sommarie informazioni testimoniali è leggermente creativo”, ha ammesso il presidente dei giudici della Prima Sezione Penale, Guido Salvini.

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