Fabrizio Corona rinviato a giudizio: "Ho già pagato quattrocentomila euro di tasse"

Corona: "Sono in carcere per problemi fiscali in un Paese con un alto tasso di evasione"

"Ho pagato le tasse. Nei giorni scorsi ho versato al Fisco quattrocentomila euro. Sono in carcere per problemi fiscali in un Paese caratterizzato dall'altissimo tasso di evasione. Fatemi uscire dal carcere". Fabrizio Corona si è rivolto così al gup di Milano Laura Marchiondelli nel corso dell'udienza preliminare che lo vede imputato insieme alla sua storica collaboratrice Francesca Persi per la vicenda del "tesoretto" da circa 2,6 milioni di euro. Un appello che non è bastato a evitargli di finire sotto processo: il giudice milanese ha accolto la richiesta del pm Paolo Storari rinviando a giudizio l'ex fotografo e la sua collaboratrice.

Stando a quanto si è potuto apprendere (l'udienza si è svolta a porte chiuse e ai giornalisti è stato vietato l'accesso al corridoio dell'aula), Corona ha insistito nella sua linea difensiva: quei soldi - vale a dire 1,7 milioni nascosti in un controsoffitto dell'appartamento della Persi più altri novecentomila euro custoditi in alcune cassette di sicurezza di una banca di Innsbruk, in Austria) "non sono di provenienza illecita - ha in sostanza affermato - ma il frutto del mio lavoro frenetico. Sono guadagni in nero pagati da gestori di discoteche e locali notturni. Ho fatto un errore ma non ho commesso nessun reato".

Il suo difensore, l'avvocato Ivano Chiesa, è convinto di poter incassare un verdetto favorevole dal dibattimento. Per questo non scelto rito alternativi, scommettendo tutto sul processo ordinario. "Fabrizio è preoccupato ma è pronto a dare battaglia", ha commentato il legale tornando a puntare il dito contro quello che a suo dire è un accanimento giudiziario nei confronti del suo assistito: "A Corona è stato trovato soltanto del denaro contante, frutto del suo lavoro. Non nascondeva cocaina, armi o esplosivo. Vogliono la testa del mio cliente, non sarò certo io a consegnarla su un piatto d'argento".

In attesa del processo che prenderà il via a Milano il 25 gennaio prossimo, Corona tenterà nuovamente di ottenere la scarcerazione: "Presenteremo altre richieste di revoca della custodia cautelare in carcere. Le esigenze cautelari non ci sono più", ha messo in chiaro il suo difensore. Le istanze di attenuazione della misura cautelare presentate finora si sono rivelate vane: sono state tutte respinte, prima dal gip e poi dal Tribunale del Riesame. E anche se ottenesse la scarcerazione, l'ex fotografo dovrebbe comunque restare in carcere per effetto della decisione del Tribunale di Sorveglianza di revocargli l'affidamento in prova ai servizi sociali.

"PERSI: MI FIDO DI FABRIZIO"

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