Coronavirus, l'epidemia fa paura e aumentano i casi: ecco l'ordinanza che isola 10 comuni

Con un'ordinanza firmata dal presidente della Lombardia, Attilio Fontana, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, si isolano i dieci comuni dove si è presentato il focolaio del virus

L'ospedale di Codogno

"La difficoltà che stiamo vivendo oggi è la mancanza di certezza rispetto al 'caso indice'. Stiamo esplorando tutto. È un caso sul quale si brancola, da tutti i punti di vista, nel buio". È in questa frase che si intravede bene il reale stato attuale della situazione "coronavirus" in Lombardia. A pronunciarla, parlando del 'paziente 0' con estrema onesta, al termine della prima conferenza stampa in Regione sul tema è l'assessore al Welfare, Giulio Gallera.

Il focolaio di coronavirus in Lombardia: 15 casi in 24 ore

Il coronavirus, la pandemia che sta terrorizzando l'interno pianeta, ha bussato alle porte della Lombardia e nel giro di meno di 24 ore i casi accertati sono passati rapidamente da 1 a 15. Oltre ad altri casi ancora sospetti e in attesa del risultato delle analisi. A questi si aggiungono i due contagi registrati in Veneto, dove un uomo, Adriano Trevisan, è morto.

La velocità con la quale il virus ha cominciato la sua diffusione ha portato le autorità Regionali e Statali a prendere in mano la situazione. Il primo provvedimento urgente, come hanno spiegato Attilio Fontana, presidente della Lombardia e il ministro della salute, Roberto Speranza, è stato quello di circoscrivere la zona dove si sono presentati i casi: Codogno, Castiglione d'Adda, Casalpusterlengo, Maleo, Fombio, Bertonico, Castelgerundo, Terranova dei Passerini, Somaglia e San Fiorano.

In questi dieci comuni la vita nelle prossime ore cambierà drasticamente: è prevista, infatti, la permanenza obbligatoria, la sospensione della attività lavorative, commerciali e di tutti gli eventi pubblici, la sospensione delle attività educative e dell'infanzia, la sospensione delle attività ludico sportive. Isolamento insomma. Ma se da un lato si cerca di fare terra bruciata attorno alle zone interessate per cercare di contenere l'epidemia, sull'esempio vittorioso di alcune province cinesi, dall'altro lato l'assistenza specifica sarà attiva h24.

Sono pronti, infatti, diversi servizi specifici per coloro che in qualche maniera manifesteranno sintomi riconducibili al Covid-19. Queste persone, stando a quanto spiegato dall'assessore Gallera in persone, dovranno restare a casa e non andare in ospedale con mezzi autonomi ma telefonare il 112. Non solo, ci sarà anche un Tavolo di coordinamento regionale sempre aperto. Oltre alle due strutture militari già individuate a Milano e Piacenza per 'rinchiudere' le persone in eventuale quarantena.

Il percorso del virus dal paziente 1 in poi

Queste incredibili e sconcertanti 24 ore, cominciano alle 21 di giovedì. È a quell'ora che viene accertato ufficialmente il primo caso, per questo chiamato paziente 1. È un 38enne di Codogno, dipendente della Unilever di Casalpusterlengo: è il più grave di tutti, ed ha manifestato i primi sintomi il 15 febbraio. Il 18 era andato in ospedale con uno stato febbrile ma era stato mandato via. Poi è ritornato con un evidente peggioramento della sua situazione, ma fino al 20 non si sono fatti i test. Solo scattati solo quando la moglie ha ricordato che il marito aveva cenato un paio di volte a inizio febbraio con un suo amico che era rientrato dalla Cina, quello che per ora è considerato il 'paziente zero', anche se il primo test era negativo (qui l'intervista in esclusiva all'uomo: video).

Al 38enne si sono 'aggiunti' via via gli altri pazienti: dalla moglie stessa, incinta all'ottavo mese, a un amico con il quale condivide alcuni momenti di attività sportiva. A loro tre si sono poi sommati nella notte tre persone, ricoverate a Codogno con delle gravi polmoniti e risultati tutti positivi al coronavirus. Sono uomini di età più avanzata che frequentavano lo stesso bar dell'amico podista del 38enne. A questi primi sei casi si sono aggiunti anche i medici e gli infermieri di Codogno che hanno avuto rapporti diretti con il 38enne, oltre a tre pazienti dello stesso ospedale. In tutto sono 15 casi, almeno fino alle 19 di venerdì, orario di conclusione della seconda conferenza stampa di giornata a Palazzo Lombardia. A questi si aggiungono i casi in Veneto dove una persona è morto per il coronavirus

Il presunto paziente zero arrivato dalla Cina

Resta il dubbio sul 'paziente 0' e quel "brancolare nel buio". Il presunto paziente zero, attualmente ricoverato in isolamento all'ospedale Sacco, è un uomo residente a Castiglione D'Adda e manager di un'azienda di Fiorenzuola d'Arda, rientrato dalla Cina il 21 gennaio. L'uomo, intervistato in esclusiva da Milanotoday, ha spiegato di stare bene. E infatti, le prime analisi dicono che è negativo al virus. Per questo, come sottolineato da Gallera, si dovranno attendere i risultati delle analisi più approfondite. "Non sappiamo se il caso zero - ha affermato l'assessore - sia effettivamente lui. Potrebbe essere anche semplicemente guarito. Solo il tampone approfondito permetterà di capire".

Anche per questo Gallera ha sottolineato che "l'unica cosa da mettere in evidenza, al momento, è la forza di un sistema che in poche ore si è attivato". Da un lato rintracciando le persone che sono entrate in contatto con il primo paziente. Poi facendo i tamponi a centinaia di persone e controllando tutto. "Abbiamo strutturato modalità operative in pochi minuti. Stiamo costruendo - ha spiegato - un modello che non esiste, per le peculiarità nemmeno in Europa, perché negli altri casi si era evidenziato subito il caso zero arrivato dalla Cina". 

Ecco l'ordinanza che isola i dieci comuni per il coronavirus

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, hanno firmato un'ordinanza con la quale, in 8 punti, si
dispongono una serie di provvedimenti per i comuni di Codogno, Castiglione d'Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano.

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1) Sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, di qualsiasi natura, comprese le cerimonie religiose.

2) Sospensione di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità  e dei servizi essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n.146, fatto salvo quanto disposto nei punti successivi.

3)  Sospensione delle attività lavorative per le imprese dei comuni sopraindicati, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali tra cui la zootecnia, e di quelle che possono essere svolte al proprio domicilio (quali, ad esempio, quelle svolte in telelavoro).

4) Sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti nei comuni sopraindicati, anche al di fuori dell'area indicata, ad esclusione di quelli che operano nei servizi essenziali.

5) Sospensione della partecipazione ad attività ludiche e sportive per i cittadini residenti nei predetti comuni indipendentemente dal luogo di svolgimento della manifestazione.

6) Sospensione dei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nei comuni sopraindicati.

7) Sospensione della frequenza delle attività scolastiche e dei servizi educativi da parte della popolazione residente nei comuni sopracitati, con l'esclusione della frequenza dei corsi telematici universitari.

8) Interdizione delle fermate dei mezzi pubblici nei comuni sopra indicati.

"I lavoratori impiegati nei servizi essenziali - si legge ancora nell'ordinanza - sono ammessi al lavoro previa verifica quotidiana dello stato di salute, con riguardo ai sintomi e segni della COVID19 a cura dei datori di lavori. La valutazione in merito al mantenimento e/o alla modifica delle presenti misure viene quotidianamente effettuata congiuntamente dal Tavolo di coordinamento di Regione Lombardia congiuntamente con le Autorità centrali. Il Prefetto di Lodi è incaricato dell'esecuzione della presente ordinanza". 

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