Coronavirus, primi 2 casi a Milano: contagiati a Sesto e Mediglia, "caccia" al vero paziente 0

Sale a 47 il numero totale dei contagi in regione. Il manager al Sacco non è il "paziente 0"

Alle 18.48 di sabato 22 febbraio è arrivata l'ufficialità: c'è il primo caso di Coronavirus a Milano. Un uomo di 78 anni residente a Sesto San Giovanni, che da una settimana è ricoverato all'ospedale San Raffaele del capoluogo, è infatti risultato positivo ai tamponi. 

Sono in corso - ha fatto sapere il sindaco Roberto Di Stefano, poco dopo l'annuncio di regione Lombardia, "le ricostruzioni per capire quali contatti abbia avuto l’uomo nell’ultimo periodo, cercando di stabilire se abbia avuto contatti con i contagiati legati al focolaio lodigiano. Siamo in contatto con Regione Lombardia e con le autorità sanitarie per seguire gli sviluppi e - ha concluso il primo cittadino - decidere che azioni intraprendere".

Coronavirus, 47 contagiati in Lombardia

Alla stessa ora, il Pirellone ha anche diffuso il nuovo bilancio, che parla di 46 persone positive al Coronavirus. Al paziente 1, un 38enne che è stato ricoverato giovedì sera in condizioni gravi, si sono aggiunti pian piano, ora dopo ora, sua moglie - incinta -, un amico di famiglia e altre decine e decine di persone. 

Gli ultimi contagiati - come reso noto sabato pomeriggio dall'assessore a Welfare, Giulio Gallera - sono una ragazza e un ragazzo del Cremonese - che avevano contatti con un lavoratore dell'ospedale di Codogno - e una pediatra e un medico della Provincia di Pavia, marito e moglie, anche loro passati da quel pronto soccorso. 

Il paziente contagiato al San Raffaele 

Ai 39 casi dell'ultimo bilancio - 35 nella zona di Codogno, tra cui una donna di 77 anni morta a Casalpusterlengo, due nel Cremonese e due nel Pavese - si sono quindi aggiunti altri sette pazienti. "Sei provengono dalle zone già interessate" - ha spiegato la regione -, mentre il settimo è proprio l'uomo di Sesto, su cui sono in corso tutte le indagini del caso. 

"C’è la conferma - ha chiarito Gallera - che l'area di Codogno e Castiglione sono il centro del focolaio perché tutti i positivi hanno contatti o avuto contatti tra il 18 e il 19 febbraio con il pronto soccorso e l'ospedale di Codogno", anche se il paziente del San Raffaele potrebbe in realtà cambiare gli scenari perché è già ricoverato da 7 giorni e quindi è presumibile che non sia stato in quella zona in quei giorni. 

Poco dopo sempre Gallera ha annunciato che un uomo di Mediglia, già in ospedale, è risultato positivo al Coronavirus ed è il 47esimo caso ufficiale. Contagiato anche un 40enne che vive a Torino ma che avrebbe contratto il virus a Cesano, dove lavora

Da trovare il vero paziente zero

Hanno dato tutti esito negatico invece gli approfondimenti sul presunto paziente zero, un manager 40enne tornato dalla Cina il 21 gennaio che si è incontrato almeno tre volte col "paziente 1", il 38enne di Codogno che venerdì è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva del San Matteo di Pavia. 

I tamponi su di lui hanno dato esito negativo, e lo stesso risultato è arrivato dagli esami del sangue con cui i medici avevano cercato tracce di anticorpi che avrebbero dimostrato che aveva avuto, e sconfitto, il virus. "Suo cognato è risultato positivo - aveva evidenziato Gallera - e non ha avuto contatti con altri potenziali contagiati, quindi resta probabile che il paziente zero sia il manager, ma non escludiamo altre possibilità e siamo ancora investigando". 

Sabato sera, invece, il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha annunciato che il manager non è il paziente zero. "Dai test effettuati – ha annunciato – è emerso che non ha sviluppato gli anticorpi. Il paziente zero non ha sviluppato gli anticorpi, non è lui. Va cercato. Questo cambia tutto il quadro". 

L'ospedale per gli isolamenti

Sono stati lo stesso Gallera e il governatore Attilio Fontana ad annunciare poi di aver individuato nell'ospedale militare di Baggio una struttura adatta per isolare le persone da tenere in quarantena, annunciando che si attende solo l'ok del governo. 

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"Il Dipartimento della Protezione Civile e il Ministero della Difesa hanno messo a disposizione l’Ospedale militare di Baggio di Via Saint Bon per isolare le persone che hanno avuto contatti con i contagiati da Coronavirus. Al momento però il Governo non ha ancora formalmente disposto l’utilizzo della struttura - ha fatto sapere il municipio 7 del comune di Milano -. Preme inoltre rassicurare i cittadini che le Autorità competenti ritengono non sussista alcuna motivazione scientifica per adottare a Milano misure sanitarie analoghe a quelle dei Comuni dove sono emersi i casi di contagio". 

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